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Cambiamento climatico: aumentano le temperature e i morti stage@radiolina.it
La crisi climatica continua a preoccupare gli studiosi, che prevedono per gli anni a venire un ulteriore innalzamento delle temperature. Tra gli effetti del riscaldamento globale, l’aumento del calore del mare, con conseguenze rilevanti per la vita dell’uomo e del pianeta. Sull’argomento, interviene ai microfoni di Radiolina Antonio Olita, docente di oceanografia e fisica dell’atmosfera di UniCa e componente dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera del CNR (consiglio nazionale delle ricerche).
Aumentano le temperature, con estati sempre più torride e periodi di caldo fuori stagione. Anche quest’anno stiamo vivendo un inizio precoce di estate che preoccupa gli studiosi: ad aumentare, oltre alle temperature, i morti per il caldo. Un incremento che coinvolge maggiormente persone più fragili per età o patologie. “Queste ondate di calore improvvise sono una conseguenza del riscaldamento climatico. Nell’ondata di calore del 2023, in Europa centrale si sono registrate statistiche di mortalità nell’ordine delle decine migliaia, rispetto alla media del periodo.” afferma Antonio Olita. “Gli scienziati mondiali vedono una tendenza all’aumento ulteriore di temperature. Se smettessimo di immettere nell’atmosfera CO2 oggi, al pianeta servirebbe comunque tempo per stabilizzarsi e non abbiamo ancora smesso.”
Ad aumentare, anche le temperature del mare, con un impatto rilevante sulla flora e la fauna delle nostre acque. Il Mediterraneo, in particolare, si riscalda maggiormente rispetto agli oceani, perché più piccolo e contenuto, e in trent’anni la temperatura superficiale delle acque è aumentata di un grado medio. “Potrebbe sembrare un numero insignificante, ma per le condizioni del mare e le specie che lo abitano è un aumento consistente. L’acqua calda e quella fredda hanno densità diverse.” spiega il docente. “Cambiamenti di temperatura in punti differenti possono creare delle correnti che cambiano lo stato del mare. Si possono verificare danni a specie come la posidonia, non abituate a queste temperature o agli sbalzi di temperatura.”
Così, specie ittiche, alghe e piante marine scompaiono per spostarsi in mari con temperature inferiori. Al loro posto ne arrivano altre, che provengono da mari più caldi e trovano habitat favorevole anche alle nostre latitudini. Tra le specie aliene, il noto granchio blu, pesce coniglio, pesce balestra ed astici tropicali. “Ci sono specie che resistono, come il riccio o alcuni tipi di pesci che consumiamo, Il problema sono le specie che occupano la nicchia ecologica di altre; succede anche con le piante marine.” dichiara Olita “Con i danni alla posidonia, ad esempio, si potrebbe arrivare alla perdita di habitat di alcuni pesci, con le zone di riproduzione e crescita dei piccoli.”
Ma a cambiare sono anche i venti: diventano più frequenti le correnti da sud, rispetto ai venti del nord. Meno maestrale e più scirocco. “I venti non modificano le temperature, ma sono importanti nel trasporto di sedimenti come le sabbie e, perciò, avere impatto sulle coste. Hanno anche un effetto sulle correnti marine e quello che ne consegue.”
Con clima si intende una media o una tendenza a lungo termine. Quando si parla di riscaldamento climatico, si intende un paragone su un lungo arco temporale, di temperature relative agli stessi periodi. Il meteo, invece, è una condizione variabile sul breve termine: di giorno in giorno o di settimana in settimana.

Intervista a cura di Fabio Manca