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Carburanti alle stelle con la guerra in Iran: benzina oltre i 2 euro e timori di speculazione Fabio Leoni
La guerra in Iran e il possibile blocco dello Stretto di Hormuz stanno spingendo i prezzi dei carburanti, creando timori per automobilisti e imprese italiane in tutta Italia. «In dieci giorni di tensioni i prezzi sono schizzati alle stelle e l’Italia, per ragioni geopolitiche, risulta tra i Paesi europei più esposti», spiega il giornalista de L’Unione Sarda, Marco Noce. La corsa di benzina e diesel diventa così un tema centrale per famiglie e trasporti, con aumenti rapidi registrati nei distributori di molte regioni italiane oggi.

I rilevamenti sui distributori mostrano aumenti costanti, con benzina oltre venti centesimi in più al litro e diesel cresciuto anche di venticinque centesimi negli ultimi giorni di crisi. «Molti automobilisti accusano i benzinai, ma il nostro margine reale resta di appena due o tre centesimi al litro», spiegano dalla FAIB di Confesercenti oggi ai consumatori. Intanto in diversi impianti il diesel ha superato la soglia psicologica dei due euro al litro, alimentando il timore di nuovi rialzi nei prossimi giorni per consumatori.
Le associazioni dei consumatori stimano che i rincari possano pesare rapidamente sui bilanci domestici, soprattutto se il caro carburante si trasferirà su trasporti e alimentari nelle prossime settimane. «Secondo le stime più prudenti una famiglia potrebbe spendere fino a 540 euro in più all’anno tra carburanti e bollette», osserva Marco Noce oggi parlando della situazione. Analisi di Codacons e Facile.it avvertono però che l’impatto potrebbe arrivare persino a 800 euro annui, con effetti ancora più pesanti in territori insulari come la Sardegna.
Intervista a cura di Francesca Figus
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