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Carburanti, arrivano i primi rincari per la guerra in Iran

today3 Marzo 2026 45

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Guerra in Iran, benzina in aumento: petrolio vicino agli 80 dollari al barile

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    Carburanti, arrivano i primi rincari per la guerra in Iran Giuseppe Valdes

La guerra in Iran sta già producendo effetti concreti con l’aumento del prezzo della benzina anche in Sardegna. A spiegarlo è Egidangela Sechi, giornalista del TG di Videolina, che ha analizzato l’impatto del conflitto sulle quotazioni energetiche e sui distributori locali. Si registrano i primi piccoli ritocchi alla pompa, con aumenti di alcuni centesimi al litro, mentre l’impennata più consistente è attesa nei prossimi giorni.

Una pompa di benzina

L’aumento del prezzo del petrolio

Il dato chiave riguarda il prezzo del petrolio: dal valore di 72 dollari al barile a fine febbraio, il Brent viaggia oggi intorno ai 79 dollari, segnando un aumento del 9,7%. Una crescita che, come spiegato dal Codacons attraverso il referente Gianluca Di Ascenzo, avvicina il mercato alla “soglia psicologica” degli 80 dollari al barile. Superato quel limite, i mercati tendono ad accendere la “luce rossa”, con possibili ulteriori tensioni su benzina e gasolio.

Stretto di Hormuz nodo strategico

Il conflitto coinvolge un’area centrale per gli equilibri energetici globali. La possibile limitazione o chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta un fattore determinante: attraverso quel passaggio transita circa un quinto del petrolio commercializzato nel mondo.

Il meccanismo è rapido: aumento delle quotazioni internazionali → rincari alla raffineria → adeguamenti nei distributori. I cittadini si dicono consapevoli della situazione, anche alla luce delle esperienze recenti legate alla guerra in Ucraina, che aveva già provocato forti rincari su tutto il paniere energetico.

Rincari benzina e gasolio: cosa possono fare i cittadini

Secondo il Codacons, è fondamentale monitorare eventuali aumenti anomali. Se da un giorno all’altro il prezzo dovesse passare, ad esempio, da 1,60 euro a 1,80 o 1,90 euro al litro, è possibile che si tratti di speculazioni ingiustificate rispetto all’andamento reale delle quotazioni. In questi casi, l’invito è a segnalare immediatamente i rincari sospetti alle associazioni dei consumatori, presenti anche in Sardegna.

Le categorie più esposte sono quelle che utilizzano l’auto per lavoro. Tassisti, camionisti e professionisti che percorrono centinaia di chilometri a settimana guardano con preoccupazione all’evolversi della crisi. Per chi può, il consiglio resta quello di valutare mezzi alternativi o ridurre gli spostamenti non necessari, ma per molte attività si tratta di una voce di costo inevitabile.

La Strambata del 03-03-2026

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