• home Home
  • keyboard_arrow_right Podcast
  • keyboard_arrow_rightCarcere di Uta, emergenza infermieri: sono 18 per 840 detenuti.
play_arrow

Interviste

Carcere di Uta, emergenza infermieri: sono 18 per 840 detenuti.

micLuca Neri, Massimo Marceddutoday22 Settembre 2026

Sfondo
share close

Carcere di Uta, il nodo della carenza di personale e della logistica

  • cover play_arrow

    Carcere di Uta, emergenza infermieri: sono 18 per 840 detenuti. Luca Neri, Massimo Marceddu

All’Istituto Penitenziario di Uta gli infermieri sono scesi a 18 per circa 840 detenuti, secondo i dati forniti dalla Uil Funzione pubblica. Il numero degli operatori sanitari è in forte calo rispetto alle settimane precedenti: erano 28 e, secondo il sindacato, l’esodo del personale sta proseguendo senza una soluzione strutturale.

A lanciare l’allarme è Massimo Marceddu, segretario organizzativo della Uil Funzione pubblica, che descrive una situazione sanitaria e organizzativa sempre più difficile all’interno del carcere. La struttura ospita sette blocchi e circa 840 detenuti, di cui 88 sottoposti al regime del 41 bis, un contesto che richiede una presenza sanitaria adeguata e una gestione particolarmente articolata.

Secondo Marceddu, alla carenza di infermieri si aggiungono otto operatori sociosanitari, ma il rapporto complessivo resta insufficiente rispetto alle esigenze della struttura. Il sindacato chiede quindi un intervento straordinario per evitare che le condizioni di lavoro continuino ad alimentare l’abbandono del personale.

Il carcere di Uta (Foto L’Unione Sarda)

Uta, la Uil Fpl indica in 45 il numero minimo di infermieri

La Uil Funzione pubblica individua in circa 45 infermieri il numero minimo dal quale ripartire per riportare l’organizzazione sanitaria del carcere di Uta verso condizioni considerate sostenibili. Si tratta di una dotazione che la struttura aveva raggiunto negli anni passati, quando la popolazione detenuta era anche inferiore rispetto a quella attuale.

Il problema, secondo il sindacato, non riguarda soltanto il numero degli operatori disponibili, ma anche il carico di lavoro e le condizioni organizzative. Una dotazione insufficiente rischia infatti di produrre un meccanismo circolare: più aumentano i carichi e le difficoltà, più il personale cerca condizioni di lavoro alternative appena si presenta un’opportunità.

La situazione è resa ancora più complessa dalla presenza del blocco 41 bis, che richiede modalità organizzative e assistenziali specifiche. Il personale sanitario deve operare su più aree della struttura, garantendo contemporaneamente l’assistenza a una popolazione carceraria numerosa e con esigenze sanitarie differenti.

Per Marceddu, riportare gli infermieri almeno intorno alle 45 unità rappresenterebbe quindi il punto di partenza per ricostruire un equilibrio organizzativo e rendere più sostenibili le condizioni di lavoro all’interno dell’istituto.

Emergenza sanitaria nel carcere di Uta, la richiesta di una cabina di regia

La Uil Funzione pubblica chiede un intervento che coinvolga più livelli istituzionali. Secondo Marceddu, la complessità della sanità penitenziaria rende necessario il coordinamento tra azienda sanitaria, Regione, Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e Ministero.

Il sindacato propone inoltre di superare una gestione basata esclusivamente sui singoli bandi aziendali. La richiesta è quella di attivare procedure regionali e, se necessario, nazionali o internazionali per riuscire a reclutare il personale sanitario necessario.

Un altro fronte indicato dalla Uil Fpl riguarda gli incentivi economici. Il sindacato chiede che anche il personale sanitario impegnato negli istituti penitenziari possa beneficiare di strumenti di incentivazione analoghi a quelli introdotti per altri settori considerati particolarmente critici, come i pronto soccorso e alcune aree periferiche.

Tra le proposte c’è anche l’integrazione della delibera regionale 3353 del 1° luglio 2026, attraverso l’introduzione di specifiche indennità aggiuntive per chi lavora nella sanità penitenziaria.

Carcere di Uta, il nodo della logistica e degli impianti

Oltre alla carenza di personale, la Uil Fpl segnala criticità logistiche e organizzative all’interno dell’Istituto Penitenziario di Uta. Tra gli elementi evidenziati c’è anche la situazione degli impianti utilizzati per gli spostamenti interni.

Secondo quanto riferito da Marceddu, la struttura presenta problemi legati alla disponibilità di montacarichi e ascensori funzionanti. Una recente emergenza avrebbe coinvolto un detenuto che doveva essere trasportato in barella: il personale sarebbe riuscito a intervenire per consentire lo sblocco dell’unico montacarichi utilizzabile in quel momento e permettere il trasferimento.

L’episodio, secondo il sindacato, evidenzia come carenza di personale, organizzazione e condizioni logistiche siano problemi collegati tra loro e possano incidere sulla tempestività dell’assistenza sanitaria all’interno del carcere.

Per la Uil Funzione pubblica, l’emergenza di Uta richiede quindi un intervento su più fronti: nuove assunzioni, incentivi economici, coordinamento istituzionale e adeguamento della struttura. L’obiettivo indicato è evitare che l’attuale riduzione degli infermieri prosegua fino a compromettere ulteriormente la capacità di garantire l’assistenza sanitaria ai detenuti.

 

Intervista a cura di Luca Neri

La Strambata del 22-09-2026

Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina


IntervisteLa Strambata