L’effetto Eni sui prezzi dei carburanti si fa sentire anche in Sardegna, ma per ora in modo molto limitato. Un pieno di 50 litri di gasolio costa in media 10 centesimi in meno, mentre per la benzina il risparmio arriva a 15 centesimi. L’Isola è però la regione italiana dove il calo del prezzo medio del diesel è più contenuto.
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il gasolio in Sardegna passa da una media di 2,398 a 2,396 euro al litro. Per la benzina, invece, il prezzo medio scende da 2,168 a 2,165 euro al litro. Numeri che confermano come il taglio deciso da Eni abbia avuto finora un impatto ridotto sulla media regionale.
Il problema è legato anche alla presenza limitata delle stazioni Enilive nell’Isola. Sono 136 i distributori che hanno aderito all’iniziativa, ai quali si aggiungono le stazioni IP che hanno seguito la stessa politica di prezzo. Il tetto fissato è di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina. Una rete che, secondo l’Unione nazionale consumatori, non è abbastanza capillare per produrre un effetto significativo sulla media dei prezzi regionali.
La Sardegna rimane quindi in fondo alla classifica per la riduzione del costo del diesel. Anche sulla benzina il calo è minimo. Con 15 centesimi di risparmio su un pieno da 50 litri, la Sardegna è penultima in Italia, davanti soltanto alla Valle d’Aosta, dove il risparmio medio è di 10 centesimi.
La situazione cambia sensibilmente in altre parti d’Italia. Il Friuli-Venezia Giulia registra la maggiore riduzione dei prezzi sia per il gasolio sia per la benzina. Su un pieno da 50 litri, il risparmio indicato è rispettivamente di 1,30 euro e 1,20 euro. Seguono Lazio e Abruzzo.
Anche la Lombardia, dove la presenza di distributori Eni è molto più consistente, non registra tuttavia un crollo dei prezzi medi. La regione si trova a metà classifica, con un risparmio di circa 35 centesimi sul pieno di diesel e 30 centesimi su quello di benzina.
Il confronto mostra quindi quanto sia importante la diffusione delle stazioni che applicano il tetto al prezzo. Dove la presenza è maggiore, l’effetto sulla media regionale può essere più evidente. In Sardegna, invece, la rete più ridotta limita l’impatto dell’iniziativa.
Per il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona, l’iniziativa di Eni è positiva soprattutto per chi vive o lavora vicino a una delle stazioni aderenti. Secondo Dona, potrebbe inoltre produrre un effetto a catena, spingendo anche le altre compagnie a ridurre i prezzi per evitare di perdere clienti.
Per ora, però, il costo dei carburanti rimane elevato. Secondo l’Unione consumatori, il gasolio supera i 2,40 euro al litro in autostrada e i 2,30 euro sulla rete stradale ordinaria. Per la benzina si superano invece i 2,20 euro in autostrada e i 2,10 euro sulle strade normali.
Da qui la richiesta al Governo di intervenire sulla pressione fiscale. Dona chiede che agli automobilisti vengano restituiti i maggiori introiti ottenuti dall’Iva sui carburanti, contestando anche il meccanismo delle accise mobili e chiedendo un intervento più incisivo sul costo alla pompa.
A cura di Andrea Deidda – Giornalista di Unionesarda.it
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