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Caro carburanti in Sardegna: lo sconto del governo non arriva a destinazione Cristian Asara
Il taglio delle accise deciso dall’esecutivo non si riflette pienamente sulle pompe di benzina sarde. I monitoraggi effettuati dall’Unione nazionale consumatori (Unc) sui dati dell’osservatorio del Mimit mostrano che, a fronte di una riduzione teorica di 17 centesimi introdotta dal decreto carburanti, il calo reale per i consumatori della Sardegna si ferma a 12,8 centesimi al litro.
Un divario di 4,2 centesimi che alleggerisce i benefici della misura: per un pieno da 50 litri il risparmio effettivo è di 6,40 euro, contro gli 8,54 euro previsti sulla carta.

L’Isola si colloca in una posizione intermedia a livello nazionale per quanto riguarda il prezzo assoluto del gasolio, che si attesta su una media di 2,064 euro al litro (in lieve flessione rispetto ai 2,070 euro del giorno precedente).
Il dato sardo, per quanto parziale, risulta migliore rispetto a quello di altri territori. In Campania la riduzione si è fermata a 9,5 centesimi al litro, seguita da Basilicata e Molise tra le aree meno allineate al decreto. Sul fronte opposto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Lombardia registrano le flessioni più marcate, anche se la performance migliore non supera i 13,4 centesimi di calo, restando distante dall’obiettivo dei 17 centesimi. Nelle zone critiche come la Sicilia e la Provincia Autonoma di Bolzano, il costo del diesel si mantiene invece stabilmente sopra la soglia dei 2,1 euro al litro.
L’analisi dell’associazione dei consumatori punta il dito contro le anomalie della filiera distributiva. Massimiliano Dona, presidente dell’Unc, ha evidenziato come le variazioni delle quotazioni internazionali del petrolio non bastino a giustificare tali discrepanze. La riduzione delle imposte è stata trasferita solo parzialmente sui prezzi al dettaglio, sollevando il forte sospetto di speculazioni lungo la rete di vendita.
Radio Smeralda del 30 -07-2026
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