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Caso del bosco, il legale si ritira dall’incarico: “Impossibile aiutarli”

today27 Novembre 2025 34

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Caso del bosco, il legale lascia la famiglia dopo nuovi rifiuti: parla la pedagogista Pischedda

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    Caso del bosco, il legale si ritira dall’incarico: “Impossibile aiutarli” Francesca Figus, Valentina Pischedda

Il caso della famiglia nel bosco registra una svolta significativa dopo l’improvvisa decisione dell’avvocato di lasciare l’incarico a seguito dell’ennesimo rifiuto della famiglia riguardo alle soluzioni abitative proposte. La pedagogista cagliaritana Valentina Pischedda spiega che “La decisione del legale nasce dall’impossibilità di procedere dopo i continui no della famiglia, anche davanti a offerte gratuite e immediate”.

Casa nel Bosco (foto US)

Caso del bosco: le proposte rifiutate dalla famiglia

Secondo Pischedda, erano state presentate due soluzioni: una casa messa a disposizione gratuitamente da un imprenditore e un’altra proposta dal sindaco del paese. Nessuna è stata accettata. L’esperta sottolinea che “L’avvocato aveva programmato un sopralluogo con il padre, ma l’incontro è saltato perché l’abitazione è stata rifiutata senza un’alternativa concreta”.

Il progetto di ristrutturazione mai firmato

Ieri era previsto un passo fondamentale: la firma del padre per depositare al Genio Civile un progetto di ristrutturazione straordinaria dell’immobile attuale. Il documento era stato redatto da un tecnico di fiducia. Pischedda riferisce che “Poco prima della firma il padre ha detto che i lavori sarebbero stati troppo invasivi per il loro stile di vita, rifiutando così anche l’unica strada tecnica percorribile”.

L’origine dell’inchiesta e i primi segnali

La vicenda ha radici più lontane, risalendo al ricovero della famiglia dopo un’intossicazione da funghi poco più di un anno fa. Il personale sanitario segnalò condizioni igieniche precarie, attivando i servizi sociali. Pischedda ricorda che “L’istruttoria parte da tredici mesi fa, quando il tribunale aveva imposto misure civili che non sono mai state rispettate”.

Controlli, visite negate e un percorso bloccato

In seguito all’episodio, era stata richiesta una visita neuropsichiatrica per i figli, rifiutata dai genitori che chiesero un compenso per ogni bambino. La pedagogista commenta che “Quando ogni strada viene chiusa, il giudice dei minori si trova costretto a valutare la sospensione della responsabilità genitoriale, ma non la assume mai a cuor leggero”.

Intervista a cura di Francesca Figus
Caffè Corretto del 27-11-2025

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