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Catasto, il Fisco scova le case fantasma con l’intelligenza artificiale Cristian Asara
L’Agenzia delle Entrate accelera le verifiche sul patrimonio immobiliare italiano attraverso l’incrocio tra la cartografia catastale e le immagini aeree ad alta risoluzione. L’operazione mira a individuare sia i fabbricati del tutto sconosciuti agli archivi, sia le porzioni modificate nel tempo e mai dichiarate al Catasto. Rientrano in questo perimetro ampliamenti, sopraelevazioni, mansarde rese abitabili o pertinenze come garage e rimesse non censite. Per completare la scansione del territorio, ormai estesa al 96% della penisola con 95 province già esaminate, gli uffici si avvalgono dell’intelligenza artificiale come strumento di primo filtro visivo.

A seguito dei riscontri tecnici, sono in partenza circa 20 mila lettere di compliance indirizzate ai proprietari degli immobili che presentano discrepanze. La comunicazione non rappresenta una cartella esattoriale né una sanzione immediata, ma un invito a verificare i dati dell’immobile. Chi riceve la segnalazione può procedere con la regolarizzazione spontanea tramite un tecnico abilitato, segnalare eventuali pratiche già depositate in Comune o dimostrare l’eventuale errore di interpretazione delle immagini satellitari. L’obiettivo dell’amministrazione finanziaria è allineare le banche dati prima di avviare accertamenti formali.
Un secondo capitolo riguarda gli edifici che hanno usufruito delle agevolazioni edilizie e dei fondi pubblici per l’efficientamento energetico o il consolidamento strutturale. In queste situazioni il fabbricato risulta presente negli archivi, ma spesso manca l’aggiornamento della rendita catastale dopo i lavori che ne hanno aumentato il valore. Nel corso del secondo trimestre del 2026 sono state recapitate oltre 21 mila comunicazioni dedicate a questo filone, spingendo molti contribuenti ad adeguare autonomamente i parametri catastali della propria abitazione.
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