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Chi era Sergio Atzeni? Il ricordo dello scrittore sardo a 30 anni dalla morte

today4 Settembre 2025 135

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Sergio Atzeni: l’autore che ha reso la Sardegna “un’isola continente”

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    Chi era Sergio Atzeni? Il ricordo dello scrittore sardo a 30 anni dalla morte Massimiliano Rais e Gigliola Sulis

Cagliari si prepara a onorare Sergio Atzeni, un gigante della letteratura italiana, proprio a trent’anni dalla sua scomparsa. Sabato prossimo, l’Auditorium di Piazza Dettori, importante spazio culturale, sarà intitolato a questo autore visionario. Atzeni ha lasciato un segno profondo nella cultura italiana, essendo purtroppo scomparso prima dei 43 anni. Gigliola Sulis, docente di letteratura italiana alla University of Leeds e studiosa della sua opera, lo ricorda con grande affetto e profonda stima. Sulis, infatti, ha dedicato la sua tesi di laurea all’opera completa di Sergio Atzeni, approfondendone poi gli studi.

Sergio Atzeni, foto L’Unione Sarda

La “Sardegna continente”

Sergio Atzeni ha saputo scrivere con metodi molto contemporanei, originali ed estremamente efficaci, rinnovando l’immagine della Sardegna. Questa capacità gli ha permesso di ridefinire profondamente l’immagine della Sardegna già alla metà degli anni ’90. La professoressa Sulis ricorda che, a metà degli anni ’80, periodo di debutto dello scrittore, “L’immagine della Sardegna era un po’ più statica legata a un modello dell’eddiano, e “dei sardi resistenti”. Atzeni ha mostrato un’isola plurale, introducendo le realtà urbane di Cagliari, il mare e le miniere. La sua è stata una vera e propria “isola continente”, con un’identità fortissima, la cosiddetta “sardità”, in costante divenire. Questa sua idea di identità è estremamente moderna, “senza arroccarsi in una  difesa di principio del passato”.

La narrazione di Atzeni

La sua narrazione era piuttosto inusuale nel contesto italiano del suo tempo. Il suo punto di vista si allineava maggiormente con scritture postcoloniali, provenienti da altre parti del mondo. Gigliola Sulis sottolinea: “Atzeni è un po’ marginale nel contesto italiano come punto di vista all’epoca”, ma era in sintonia con scrittori martinicani, tanto da tradurre il romanzo “Texaco” di Patrick Chamoiseau. L’opera narra l’epopea dei popoli della Martinica, mostrando grande vicinanza al sentire dell’autore. Questo legame lo rende profondamente radicato nel contesto postcoloniale. Tale apertura costituisce un punto di forza per la letteratura nazionale italofona.

Le opere simbolo: tra storia e contemporaneità

Gigliola Sulis confessa difficoltà nello scegliere un’opera preferita, per “troppo amore” per quanto scritto. Atzeni aveva un progetto letterario chiaro: raccontare ogni aspetto della sua isola. “Vorrei raccontare i paesi uno per uno”, diceva, con la sua inconfondibile passione. Due filoni principali caratterizzano la sua ricca produzione: quello storico e quello contemporaneo. Per il filone storico spicca “Passavamo sulla Terra Leggeri“, epopea mitica del popolo sardo. Nel filone contemporaneo, sono cruciali i romanzi cagliaritani, come “Il quinto passo è l’addio” e il celebre “Bellas Mariposas“. Quest’ultimo dà voce alle periferie cagliaritane, narrando la vitalità e il riscatto dei giovani protagonisti. Sulis dichiara: “Le piazzette di Is Mirrionis… trovano tutto il loro orgoglio e bellezza nelle parole di un grande scrittore”.

Intervista a cura di  Massimiliano Rais
Caffè Corretto del 04-09-2025

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