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Biennale di Ulassai 2026: arte partecipativa e visioni contemporanee nel segno di Maria Lai Fabio Leoni
La Biennale di Ulassai torna con la sua seconda edizione, confermandosi come uno degli eventi più attesi dell’arte contemporanea in Sardegna. L’iniziativa, ospitata tra la Stazione dell’Arte e il Camuc, si sviluppa nel segno di Maria Lai. Il direttore Marco Peri sottolinea: “Il significato dell’opera nasce nella relazione col pubblico”. Questa visione orienta un progetto che supera la semplice esposizione. L’evento propone infatti un’esperienza immersiva e partecipativa, capace di coinvolgere attivamente visitatori e comunità locale.

Rispetto alla prima edizione, la Biennale introduce un modello curatoriale innovativo, con tre curatori ospiti e venti artisti impegnati nella creazione di opere site-specific. Le installazioni si intrecciano con gli spazi museali e la collezione permanente. Marco Peri spiega: “Abbiamo invitato una rete curatoriale con progetti espositivi che si intersecano tra loro”. Il risultato è un percorso dinamico, dove linguaggi diversi dialogano continuamente. L’arte diventa così un processo aperto, in cui il pubblico non osserva soltanto, ma contribuisce attivamente alla costruzione delle opere.
Uno degli elementi centrali della Biennale di Ulassai è il forte coinvolgimento della comunità, chiamata a partecipare direttamente alla creazione artistica. Alcuni progetti sono già attivi e includono contributi concreti dei cittadini. Marco Peri afferma: “La comunità è stata invitata a consegnare oggetti che diventeranno parte di un’installazione collettiva”. Questo approccio trasforma l’esperienza museale in un processo condiviso. Le opere non sono più statiche, ma evolvono nel tempo grazie all’interazione con il pubblico e alle relazioni che si sviluppano durante l’intero periodo espositivo.
La Biennale si sviluppa tra il Camuc, nel centro storico, e la Stazione dell’Arte, creando un percorso diffuso che dialoga con il paesaggio e il museo a cielo aperto di Ulassai. L’inaugurazione si svolgerà in due momenti distinti nelle diverse sedi. Marco Peri evidenzia: “È una mostra diffusa che abbraccia più spazi e rinnova anche la collezione permanente”. L’evento rappresenta un’occasione per scoprire il territorio, tra arte contemporanea e natura. Il percorso prosegue idealmente verso l’estate, con nuove mostre dedicate a grandi protagonisti internazionali.
Intervista a cura di Paola Pilia
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