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Chi ha lanciato la moda dell’abbronzatura? E’ stata una nota stilista Enzo Asuni
Estate significa “tintarella estiva” che non sempre è stata di tendenza, ma chi ha lanciato la moda dell’abbronzatura? L’abbronzatura è un po’ il marchio dell’estate. In genere, abbronzati, tutti ci sentiamo più belli: ci possiamo permettere di usare dei colori che altrimenti, durante l’inverno, nessuno si sognerebbe di usare. Ma la moda dell’abbronzatura non è vecchia come possiamo immaginare. Fino a un secolo fa quest’ultima non era vista benissimo ed è diventata celebre grazie a una nota stilista francese. Di chi stiamo parlando? Coco Chanel.

La stilista francese, negli anni venti osò come nessuno prima aveva mai fatto: dopo una vacanza in Costa Azzurra sfoggiò la sua tintarella per le strade di Parigi ed essendo un’influencer dei suoi tempi, e non solo, finì per fare tendenza. Fu subito imitata da maree, maree e maree di fashion victim. La stilista non solo si era abbronzata ma tentava di valorizzare l’incarnato indossando abiti bianchi e perle. A quei tempi l’abbronzatura indicava per lo più il ceto sociale delle persone. Una persona di alto o medio rango non poteva permettersi di abbronzarsi perché sarebbe stata equiparata a una persona che lavorava all’aperto, tra i campi, e quindi a una persona che svolgeva mestieri umili ma Coco Chanel decise di rompere gli schemi e si spogliò di guanti, ombrellini e parasole. Infatti in quei tempi, guanti, ombrellini e parasole erano sempre utilizzati dalle donne americane ed europee del 1900. Anche Focus raccontò la storia di Coco Chanel e del suo colorito post vacanze.
L’emblema della bellezza era un leggero pallore, che richiamava il colore della ceramica, una pelle no tan. Per secoli il non essere abbronzati è stato sinonimo di nobiltà e benessere, soprattutto per le donne nonostante i benefici dei raggi solari fossero noti anche agli antichi Romani e agli antichi Greci. Ricordiamo che i romani stessi prendevano il sole in quelle terrazze denominate Solaria. Con l’abbronzatura della Chanel tutto cambia e la sua tintarella dorata diventò subito chic e affiancata ai concetti di bellezza e salute (ovviamente bisogna abbronzarsi con le giuste precauzioni).
Chanel fece tendenza ma l’input per guardare con occhi diversi l’abbronzatura lo diede Niels Finsen che ricevette il Nobel per la medicina nel 1903 grazie alla sua terapia della luce: utilizzava la luce solare per combattere diverse malattie (per esempio la tubercolosi). Oltre alla moda quindi anche l’elemento della salute giocò un ruolo importante in questa inversione di tendenza e qualcuno già prima degli anni 20 osò abbronzarsi per motivi di salute. Se dessimo uno sguardo ai media del tempo l’abbronzatura era praticamente opposta ai canoni di bellezza dell’epoca.
Poi con la fine della Seconda Guerra Mondiale lo sviluppo economico incise profondamente sotto questo punto di vista: con lo sviluppo dei trasporti sfoggiare l’abbronzatura era sinonimo di benessere. Significava avere tempo e denaro per viaggiare.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda nella rubrica Social Trends.
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