play_arrow
Ciclone Harry sulla Sardegna: piogge eccezionali, mareggiate estreme e territori sotto pressione Egidiangela Sechi, Carlo Spanu, Massimiliano Rais, Sandro Porcu
La Sardegna è investita da una violenta ondata di maltempo provocata dal Ciclone Harry, una perturbazione di origine atlantica bloccata sul Mediterraneo centrale. Le aree più colpite sono quelle orientali e meridionali dell’isola, dove la Protezione Civile ha diramato l’allerta rossa. Secondo Carlo Spanu, colonnello dell’Aeronautica Militare di Decimomannu, “la caratteristica più pericolosa di questo ciclone è la sua persistenza sul territorio sardo”. La durata prolungata dell’evento aumenta sensibilmente il rischio di criticità idrogeologiche e di danni diffusi alle infrastrutture.

Il Ciclone Harry nasce da un fronte atlantico che ha generato una profonda depressione sul Nord Africa, trovando però un ostacolo decisivo a est. Un robusto campo di alta pressione sull’Europa orientale impedisce al sistema di spostarsi, costringendolo a insistere sulle due isole maggiori. Carlo Spanu spiega che “l’alta pressione agisce come una barriera, bloccando il naturale movimento verso est della perturbazione”. Questa configurazione determina una lunga fase di maltempo continuo, con piogge persistenti e venti forti dai quadranti meridionali.

Le precipitazioni più abbondanti interessano la costa orientale, il Sarrabus, l’Ogliastra e le zone interne del massiccio del Genargentu. A differenza dei temporali improvvisi, si tratta di piogge continue che si protrarranno per oltre due giorni consecutivi. “Ci aspettiamo superamenti dei 100 millimetri di pioggia al giorno, con punte di 300 millimetri in 48 ore”, afferma Carlo Spanu. In poche giornate cadrà una quantità d’acqua paragonabile a quella di un’intera stagione piovosa sarda.
Il maltempo è accompagnato da forti venti di scirocco che interessano in particolare le coste meridionali e orientali della Sardegna. Il mare molto agitato rappresenta un ulteriore fattore di rischio, soprattutto in prossimità delle foci fluviali. Massimiliano Rais, giornalista inviato di Videolina, riferisce che “le mareggiate previste potrebbero raggiungere anche gli otto metri di altezza”. Onde così elevate rischiano di ostacolare il deflusso dei fiumi verso il mare, aumentando la possibilità di allagamenti nelle zone costiere.
L’elevata quantità di pioggia concentrata in poco tempo mette sotto stress terreni già fragili dal punto di vista idrogeologico. Smottamenti e frane rappresentano una minaccia concreta, soprattutto nelle aree interne e collinari dell’isola. Carlo Spanu avverte che “i suoli non sono predisposti a ricevere questi quantitativi d’acqua, aumentando il rischio di instabilità”. Le zone maggiormente monitorate includono l’Ogliastra, il Cagliaritano e la fascia sud-occidentale fino a Pula.
Nel Sud-Est dell’isola i comuni stanno adottando misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza in corso. A Villaputzu è stato chiuso il guado del Flumendosa a causa dell’aumento significativo della portata del fiume. Il sindaco Sandro Porcu spiega che “ci attendiamo portate tra i 300 e i 400 metri cubi al secondo nelle prossime ore”. La situazione resta sotto controllo, ma il rischio che il fiume non riesca a sfociare in mare mantiene alta l’attenzione delle autorità locali.
A cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 19-01-2026
Clicca qui per scoprire tutti i podcast di Radiolina