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Cinzia Pinna: il movente sessuale al centro delle indagini Paola Pilia, Andrea Busia
Le indagini sul delitto di Cinzia Pinna stanno vivendo una fase cruciale. Gli investigatori cercano di accertare il movente sessuale del crimine, come riportato da Andrea Busia de L’Unione Sarda. La casa di Conca Entosa, tra Arzachena e Palau, è tornata al centro degli accertamenti coordinati dalla Procura. Sul posto sono intervenuti i RIS e il medico legale Salvatore Lorenzoni, per ricostruire nei dettagli la scena del delitto. Il risultato di queste analisi sarà decisivo per stabilire la gravità delle accuse contro l’indagato Emanuele Ragnedda.

La P.M. Noemi Mancini ha incaricato il medico legale di verificare se vi sia stata una violenza sessuale o un approccio rifiutato prima dell’omicidio. L’analisi, molto complessa, si basa sulla comparazione dei dati acquisiti dai RIS e da Lorenzoni. Questo accertamento è strettamente collegato ai risultati dell’autopsia eseguita sul corpo della vittima. Durante i rilievi è stato riposizionato il divano, elemento che l’indagato aveva precedentemente spostato fuori dall’abitazione.
Secondo gli inquirenti, la vittima potrebbe essere stata colpita vicino al divano, divenuto un punto centrale dell’indagine. L’arredo risulta mancante di una parte, probabilmente la spalliera, e presenta un cuscino con un foro di proiettile. Ragnedda ha ammesso l’omicidio ma sostiene di essere stato aggredito per primo. Tuttavia, se venisse confermato il movente per femminicidio, le accuse assumerebbero un peso estremo. Come ha spiegato il giornalista de L’Unione Sarda Andrea Busia, “lo scenario è quello dell’ergastolo, sostanzialmente quello è il quadro”.
L’ipotesi di un femminicidio limita le strategie difensive di Ragnedda, escludendo la possibilità di un rito abbreviato. Nel frattempo, i legali di Rosa Maria Elvo, amica dell’indagato accusata di favoreggiamento, hanno annunciato nuove indagini difensive. L’avvocato Furnari ha spiegato di voler dimostrare l’estraneità della sua assistita. Infatti, riferisce Busia: “il legale sta cercando le prove della presenza di altri soggetti sulla scena, quindi diversi dagli attuali indagati”. Per approfondire questa pista, è stato coinvolto un perito, l’ingegnere informatico Paolo Dal Checco, noto per la sua esperienza a livello nazionale.
Intervista a cura di Paola Pilia
Caffè Corretto del 21-10-2025
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