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Sant’Efisio, il terzo guardiano Gianluigi Puddu: “Emozione indescrivibile” Giuseppe Valdes
La Festa di Sant’Efisio a Cagliari, uno degli eventi religiosi più importanti della Sardegna, entra nella sua fase più intensa con i riti della vigilia. Nella chiesa di Stampace si è svolto uno dei momenti più significativi: il passaggio della bandiera dell’Arciconfraternita del Gonfalone al nuovo Terzo Guardiano, Gianluigi Puddu.

Il vessillo è stato consegnato dal presidente uscente Andrea Loi, segnando ufficialmente l’inizio delle responsabilità organizzative per l’edizione numero 370 della festa. Quest’anno la bandiera è nuova, realizzata dall’artista Enrico Pani con tecnica acrilico su tela, e sostituisce quella storica del 1956. Un simbolo che accompagnerà tutto il pellegrinaggio e rappresenta il cuore della tradizione.
Per Gianluigi Puddu, Terzo Guardiano della Festa di Sant’Efisio, si tratta di un incarico carico di significato personale e collettivo. Figlio di confratello e di un ex guardiano, rivive una tradizione familiare che si tramanda da generazioni, rendendo questo momento ancora più intenso.
L’emozione si intreccia con le responsabilità organizzative. La festa, che culminerà il primo maggio, richiede mesi di preparazione e una macchina organizzativa complessa. Il Terzo Guardiano è considerato il “regista” della manifestazione, figura centrale per garantire che ogni rito si svolga nel rispetto della tradizione.
Nei giorni che precedono la grande processione, sono previsti altri appuntamenti fondamentali. Il 29 aprile si terrà la vestizione del simulacro con gli abiti di gala, mentre il 30 aprile la statua di Efis Gloriosu sarà adornata con gli ex voto, in attesa della solenne uscita.
Non mancano però alcune incertezze legate all’organizzazione della processione. In particolare, resta aperta la questione della presenza dei buoi, elemento simbolico del corteo, a causa delle recenti problematiche sanitarie legate agli animali.
Nonostante ciò, la certezza resta una: Sant’Efisio uscirà comunque, come accade da oltre tre secoli. In caso di impossibilità a utilizzare il tradizionale cocchio trainato dai buoi, sono già allo studio soluzioni alternative, come il trasporto a spalla o con mezzi, già sperimentate durante il periodo pandemico.
La città di Cagliari e tutta la Sardegna si preparano così a vivere uno dei momenti più attesi dell’anno. La Festa di Sant’Efisio rappresenta non solo un evento religioso, ma un patrimonio identitario e culturale che unisce l’isola, tra fede, tradizione e partecipazione popolare.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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