Svolta nell’inchiesta sul delitto di Leonardo Mocci, il muratore ucciso a Monserrato. Gli indagati per omicidio sarebbero tre: due fratelli residenti a Pirri e un giovane di Quartu, inizialmente coinvolto con l’accusa di favoreggiamento. Negli ultimi giorni tutti e tre sarebbero stati ascoltati in Procura nell’ambito delle indagini coordinate dagli investigatori. Secondo quanto trapela, il giovane di Quartu si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere dopo la modifica del capo d’imputazione. La sua posizione si sarebbe aggravata in seguito agli ulteriori elementi raccolti dagli inquirenti. Enrrico Fresu, coordinatore del sito UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per commentare la notizia.

Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato proprio il ragazzo di Quartu a organizzare l’incontro che avrebbe portato Leonardo Mocci e un amico di Serramanna in piazza Settimio Severo. I due si sarebbero recati sul posto convinti di partecipare a una trattativa per l’acquisto di un’ingente quantità di droga. Mocci avrebbe accompagnato l’amico, probabilmente preoccupato di affrontare da solo quell’appuntamento. Nei parcheggi tra le palazzine della zona, però, ad attenderli ci sarebbe stato un gruppo pronto ad agire con modalità già utilizzate in passato.
Gli investigatori ipotizzano l’esistenza di una banda che attirava giovani interessati all’acquisto di sostanze stupefacenti per poi aggredirli e sottrarre il denaro. Episodi simili, secondo gli accertamenti, si sarebbero già verificati, ma senza conseguenze mortali. Nel caso del delitto Mocci, invece, la situazione sarebbe degenerata. La vittima sarebbe intervenuta per difendere l’amico durante l’aggressione, venendo colpita mortalmente da un colpo di pistola esploso da distanza ravvicinata, inferiore ai due metri. L’altro giovane sarebbe riuscito a fuggire a bordo della Panda del muratore.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
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