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Cinzia Pinna: l’imprenditore Ragnedda confessa l’omicidio Nicola Scano
Cinzia Pinna, 33 anni di Castelsardo, è stata uccisa da Emanuele Ragnedda, 41 anni, imprenditore vitivinicolo e reo confesso dell’omicidio. Ragnedda appartiene a una dinastia di grandi produttori di vino, il più caro d’Italia, fino a €1800 a bottiglia. Ospiti in studio Flaminia Bolzan, psicologa e criminologa e Michela Marzano, filosofa e docente di filosofia morale, esperta di questioni affettive e di genere.

Bolzan spiega: “Siamo in una fase di indagine. Dobbiamo considerare la dinamica e la relazione tra Cinzia e l’imprenditore, basandoci sui comportamenti successivi, come l’occultamento del corpo e il tentativo di fuga. Probabilmente si tratta di un delitto d’impeto, ma sarà compito degli inquirenti accertarlo.”
Marzano sottolinea: “L’ennesimo femminicidio, da una persona insospettabile. Cinzia non era un grappolo d’uva né una bottiglia di vino. Era una donna con tutta la vita davanti. È inaccettabile che chi ha fama e denaro possa considerarsi al di sopra della vita di un altro essere umano. La società continua a considerare il valore della donna come quello di un oggetto, e questo è gravissimo soprattutto quando il messaggio viene da chi dovrebbe dare l’esempio.”
Il tema della salute pubblica è stato affrontato con Matteo Bassetti, direttore del reparto malattie infettive del San Martino di Genova: “La politica invade troppo spesso il campo della medicina”, denuncia Bassetti. “Quando la politica dice come curarsi o commenta vaccini e terapie oncologiche, crea un corto circuito pericoloso. Questi attacchi non colpiscono i medici, ma la salute dei cittadini, soprattutto dei più fragili.”
Sulla prevenzione aggiunge: “Gestire la prevenzione contro malattie trasmesse dalle zanzare deve essere costante. In Italia, purtroppo, questo non avviene come dovrebbe, e la politica dovrebbe garantirla tutto l’anno.” Bassetti spiega anche la sua evoluzione personale: “Sono passato da un modello tecnico e freddo a un modello empatico. Un medico può essere bravo, ma senza qualità umane riesce meno. La comunicazione e l’ascolto sono fondamentali per curare davvero.”
Con Maria Antonietta Mongiu e Gian Valerio Sanna, del comitato scientifico per l’insularità, Radar affronta la politica energetica in Sardegna: “La speculazione energetica e il recente DPCM, che accelera le autorizzazioni senza confronto con sindaci e cittadini, mostrano un vulnus istituzionale”, spiegano. “Non è debolezza della Sardegna, ma di chi amministra. Gli strumenti costituzionali ci sono, come il piano paesaggistico, ma non vengono utilizzati.” Sul Tyrrhenian Link: “Abbiamo presentato esposti alle procure per verificare la conformità alle normative europee. I cittadini hanno diritto a partecipare e tutelare i propri diritti, anche quando il governo accelera i progetti strategici.”
Conduce Nicola Scano
Puntata del 27/09/2025