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Com’è andata la prima serata di Sanremo? L’analisi: poche hit e prime “polemiche” Enzo Asuni, Angelica D'Errico e Simona De Francisci
La prima serata di Sanremo si è aperta tra aspettative alte e qualche perplessità. Dai commenti emersi nel corso dell’intervento radiofonico con Simone De Francisci, Enzo Asuni e l’inviata Angelica D’Errico, il bilancio è chiaro: una partenza “in sordina”, con ascolti che non hanno premiato pienamente il debutto (3 milioni in meno rispetto allo scorso anno).

Secondo quanto emerso in diretta, gli ascolti della prima serata non hanno entusiasmato. Carlo Conti ha ironizzato: “Non ho battuto me stesso, ma temevo peggio”.
Il confronto con le edizioni condotte da Amadeus, soprattutto quelle con Fiorello, è inevitabile: i numeri di qualche anno fa restano lontani.
Tra le possibili cause:
La concorrenza televisiva (come la partita dell’Inter citata in trasmissione).
Un cast percepito come meno forte rispetto al passato.
Un cambio generazionale nel modo di fruire i contenuti.
Uno dei temi più interessanti emersi riguarda il pubblico più giovane. Secondo l’analisi di Enzo Asuni, sotto la Generazione Z molti ragazzi non hanno più la concezione del “palinsesto”: guardano contenuti on demand, senza orari fissi.
Questo potrebbe incidere sugli ascolti lineari. Il Festival di Sanremo, un tempo evento televisivo collettivo per eccellenza, oggi viene probabilmente recuperato su piattaforme digitali o visto in differita.
Altro punto centrale: i brani in gara.
Se negli ultimi anni Sanremo era diventato la vetrina perfetta per lanciare hit radiofoniche e tormentoni estivi (come “Chiamo io chiami tu” di Gaia o “Battito” di Fedez), quest’anno le canzoni sembrano richiedere un secondo ascolto.
Meno immediatezza, più costruzione. Un elemento che potrebbe penalizzare l’impatto iniziale ma premiare nel medio periodo.
Dall’Ariston, Angelica D’Errico ha evidenziato luci e ombre.
La co-conduzione della cantante è stata una sorpresa positiva: fresca, spontanea, capace di improvvisare con naturalezza nonostante non sia il suo mestiere principale.
Percepito come poco coinvolto, con interventi limitati e siparietti non particolarmente brillanti.
Le esibizioni di Tiziano Ferro e Max Pezzali hanno diviso: giudicate “troppo plastiche” e meno trascinanti rispetto alle aspettative, nonostante sui giornali si leggano commenti anche molto entusiasti, soprattutto per Ferro.
Un altro punto critico è stato il ritmo della serata.
L’intervista alla centenaria Gianna Pratesi – momento importante dal punto di vista storico e simbolico, legato anche al tema del suffragio universale – è stata ritenuta però troppo lunga. In un contesto televisivo che richiede tempi rapidi e alta attenzione, una gestione più snella avrebbe forse evitato cali di ritmo.
Non sono mancate le “polemiche” già dalla prima sera:
Un refuso grafico (“Repupplica”) diventato subito virale.
La presa di posizione di Miss Italia per l’uso ritenuto improprio del marchio (leggi qui).
Segnali che il Festival, anche quando parte senza fuochi d’artificio, resta comunque al centro del dibattito mediatico.
Per la seconda serata sono attesi:
Achille Lauro canterà “16 marzo” insieme a Laura Pausini, con una dedica speciale alla stessa Gianna Pratesi.
L’assenza di super ospiti potrebbe essere compensata da una conduzione più dinamica e da uno spettacolo più compatto.
La prima serata di Sanremo è stata una partenza senza esplosioni, ma non priva di spunti.
Ascolti inferiori alle edizioni record, brani meno immediati, ritmo da rivedere. Ma anche una co-conduzione sorprendente e i primi segnali social che confermano come il Festival resti un fenomeno culturale capace di far discutere.
Ora la domanda è: basterà il passaparola e il secondo ascolto dei brani a rilanciare entusiasmo e share già dalla prossima serata?
A cura di Enzo Asuni e Angelica D’Errico nella rubrica Social Trends.