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Quali sono le 10 canzoni più brutte che hanno vinto il Festival di Sanremo?

today18 Febbraio 2026 1613 2

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Le 10 canzoni più brutte che hanno vinto Sanremo (secondo Rolling Stone)

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    Quali sono le 10 canzoni più brutte che hanno vinto il Festival di Sanremo? Enzo Asuni ed Egidiangela Sechi

Il Festival di Sanremo è il tempio della musica pop italiana. Vincere all’Ariston significa entrare nella storia. Ma non sempre la storia è gentile con i vincitori.

Nel corso dei decenni alcune canzoni premiate hanno generato più perplessità che entusiasmo. A distanza di anni restano vittorie controverse, brani che molti fan considerano tra i meno memorabili mai usciti dal Festival. Ecco la celebre celebre classifica pubblicata da Rolling Stone (qui il loro articolo) che riporta le 10 vittorie sanremesi più discusse di sempre.

Povia, uno dei vincitori della storia di Sanremo. La foto è dell’edizione del 2009

Non è una verità assoluta — la musica è soggettiva — ma è una fotografia interessante di come il tempo possa cambiare il giudizio su una canzone.


10. “Fiumi di parole” – Jalisse (1997)

La vittoria dei Jalisse è diventata uno dei casi più emblematici della storia del Festival. Provenienti dalla categoria Emergenti, trionfano a sorpresa tra i Big. Il brano arriva anche all’Eurovision con un buon risultato, ma in Italia non lascia un’eredità duratura. Riprovano a partecipare da ormai 30 anni.

Il duo resta legato a quell’unico successo: una vittoria fulminea che non si trasforma in carriera stabile. Per molti è l’esempio perfetto di “meteora sanremese”.


9. “Al di là” – Betty Curtis e Luciano Tajoli (1961)

Un classico del bel canto italiano che, col passare degli anni, è diventato uno dei vincitori meno citati del Festival. Nonostante la firma prestigiosa di Mogol nel testo, la canzone viene spesso criticata per la ripetitività e per una melodia poco incisiva rispetto ad altri successi dell’epoca.

In mezzo ai capolavori degli anni ’60, “Al di là”, di Betty Curtis e Luciano Tajoli,  appare come una parentesi dimenticata.


8. “I giorni dell’arcobaleno” – Nicola Di Bari (1972)

Dopo il grande successo dell’anno precedente, Nicola Di Bari vince con un brano percepito da molti come eccessivamente semplice. Il testo, ricco di rime elementari, è stato spesso paragonato a una filastrocca.

Una vittoria che divide: artista solido, canzone considerata minore nella sua discografia.


7. “Ciao cara, come stai?” – Iva Zanicchi (1974)

Terza vittoria per Iva Zanicchi, ma probabilmente la meno ricordata. L’interpretazione vocale è impeccabile, ma il brano non è mai diventato un classico del repertorio sanremese.

È una di quelle canzoni che hanno vinto grazie alla voce dell’interprete più che alla forza del pezzo.


6. “Non lo faccio più” – Peppino di Capri (1976)

In un’edizione non particolarmente brillante, Peppino di Capri conquista il primo posto con una canzone spesso considerata minore rispetto ai suoi grandi successi.

Una vittoria che molti ricordano più per il contesto storico del Festival che per il valore artistico del brano.


5. “La forza mia” – Marco Carta (2009)

Figlia dell’era talent show, la vittoria di Marco Carta arriva grazie al televoto. Il brano ottiene un forte successo immediato ma non riesce a consolidarsi nel tempo.

Oggi è raramente citato tra le canzoni simbolo degli anni 2000 sanremesi: una hit istantanea con memoria corta.


4. “Amare” – Mino Vergnaghi (1979)

Una vittoria che non lascia tracce profonde nella memoria collettiva. Il pezzo scompare rapidamente dalle playlist storiche del Festival.

Vergnaghi avrà poi una carriera rispettabile come autore, ma la canzone resta una delle meno rappresentative tra i vincitori di fine anni ’70.


3. “Ragazza del Sud” – Gilda (1975)

Brano accusato di stereotipi e folklore eccessivo, più vicino alla tradizione da balera che alla grande canzone d’autore. La vittoria è stata spesso riletta come una curiosità storica.

Gilda resta una meteora legata quasi esclusivamente a questo episodio sanremese.


2. “Colpo di fulmine” – Giò Di Tonno e Lola Ponce (2008)

Duetto potente e teatrale quello tra Giò di Tonno e Lola Ponce, ma tra i più divisivi della storia recente del Festival. Vocalmente impeccabile, il brano è stato criticato per l’enfasi eccessiva e per una scrittura giudicata debole.

Molti spettatori ricordano quell’edizione più per le canzoni sconfitte che per quella vincitrice.


1. “Vorrei avere il becco” – Povia (2006)

Quella di Povia viene spesso citata come una delle vittorie più contestate di sempre. Ironica e leggera, ma giudicata superficiale da una parte del pubblico.

Resta un simbolo di quanto Sanremo possa dividere: una canzone che ha vinto il Festival ma continua a generare dibattito ancora oggi.


Le vittorie controverse fanno parte della storia di Sanremo

Sanremo vive anche di polemiche. Ogni edizione produce discussioni, revisionismi e classifiche alternative. Le canzoni di questa lista non sono “brutte” in senso oggettivo: rappresentano piuttosto vittorie che il tempo ha ridimensionato.

Ed è proprio questo il fascino del Festival: ciò che vince non sempre coincide con ciò che resta.

 A cura di Enzo Asuni nella rubrica Social Trends, ogni giorno alle 13.50, su Radiolina.


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