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Come parlano i giovani d’oggi? Il linguaggio della Gen Z Enzo Asuni e Simona De Francisci
Come parlano i giovani d’oggi? “Il linguaggio cambia insieme a noi: quello che diciamo è spesso lo specchio della nostra età.” Ogni generazione ha avuto il suo gergo, ma oggi lo slang giovanile è diventato così veloce e virale – grazie ai social – che se ti perdi anche solo per un paio di mesi, rischi di ritrovarti a dire “Ma che significa?”. Come sappiamo bene, perché anche noi siamo stati più giovani di adesso, ogni generazione crea il proprio codice: parole che sembrano casuali ma che hanno senso profondo, a patto di far parte del club dei giovani. Se alcune di queste espressioni ti suonano nuove, forse… stai invecchiando. Ma niente paura: ecco una guida rapida (e ironica) per restare al passo con i tempi. Ecco qui una lista di parole utilizzate dai più giovani

Un’espressione ironica e affettuosa per identificarsi in una situazione condivisa, spesso buffa o emozionante. È come guardarsi da fuori e dire “Ecco, siamo proprio noi”. È il “Troppo io” diventato virale dopo l’uscita di Inside Out 2 col personaggio di Ansia: un’auto-identificazione che fa sorridere e unisce.
Stato mentale e fisico privo di stress. Stare “in chill” vuol dire rilassarsi, stare bene, godersi un momento di comfort. “Stasera mi faccio una serata chill a casa” è l’equivalente moderno del “Netflix e copertina”.
Qualcosa di imbarazzante, forzato, fuori luogo. Una battuta che non fa ridere, un atteggiamento troppo costruito: tutto questo è “cringe”. Letteralmente, ti fa accartocciare dentro.
La cotta ai tempi di TikTok. Un’attrazione romantica (spesso inarrivabile), come quella per un attore, una cantante o… il barista sotto casa.
Non si “pubblica” più, si “droppa”. Che sia una canzone, un post o un contenuto esclusivo, il verbo corretto è questo: “Quando droppiamo il reel?”.
Mostrare con orgoglio un successo o un bene materiale. “Hai comprato quella borsa solo per flexare?” Sì, e non ci vergogniamo.
La paura di perdersi qualcosa di interessante. Rimanere a casa mentre gli altri escono? Impossibile per chi soffre di FOMO.
Fare qualcosa di assurdo, improbabile o rischioso “solo per la trama”, per avere qualcosa da raccontare. “Gli ho scritto alle 3 di notte… solo for the plot”.
Quando ci si sente protagonisti assoluti della propria vita. Un modo per dire che si è “in fase glow up” e tutto gira nel verso giusto.
Espressione di ilarità estrema. Se qualcosa “ti spezza”, vuol dire che ti ha fatto ridere tantissimo. Una risata che lascia senza fiato.
Sparire nel nulla da una relazione o conversazione, senza spiegazioni. “Ci sentivamo ogni giorno e poi puff: ghostato”.
Introduzione narrativa usata per descrivere una situazione dal proprio punto di vista. “POV: stai a casa con la tua crush e rientrano i tuoi”.
Imprevedibile, senza logica, spesso fuori contesto. “Mi ha mandato un messaggio random a mezzanotte”. E ora?
Segnale d’allarme. Un comportamento tossico o sospetto in una relazione o situazione. Parla solo del suo ex? Red flag.
Spia, pettegolo. “Non dirlo a nessuno, soprattutto a lei che è una snitch”.
Essere colpiti emotivamente da un contenuto o argomento che crea disagio. “Questo discorso mi triggera, possiamo cambiare?”.
Quando si è al top. Una performance eccellente, un look perfetto, un successo personale: “Oggi slay, proprio”.
Il linguaggio giovanile è dinamico, vivo, e cambia alla velocità dei trend su TikTok. Imparare questi termini non è solo un modo per comunicare con le nuove generazioni, ma anche un modo per capire il mondo che cambia – e forse, sentirsi un po’ meno boomer.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends.