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Conflitto Russia e Ucraina: le parole del Papa restano inascoltate

today19 Marzo 2024 79

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Nonostante l’appello del Santo Padre, il combattimento non accenna a fermarsi

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    Conflitto Russia e Ucraina: le parole del Papa restano inascoltate stage@radiolina.it

Sono giorni in cui la guerra tra Russia e Ucraina sta raggiungendo ulteriori picchi di tensione. A farne le spese, come in tutti i conflitti, sono i civili, inermi di fronte all’aspra battaglia. Le trattative di pace sembrano lontane e, nonostante i vari appelli internazionali, le intenzioni appaiono ancor più bellicose. Tra gli inviti alla pace, anche quello di sua Santità, Papa Francesco. Una richiesta, la sua, di un cessate il fuoco immediato, tenendo conto soprattutto dei bambini; vittime, orfani e senza futuro. Ne ha parlato Marco Tarquinio – editorialista de L’Avvenire – in collegamento telefonico.

Papa Francesco (Foto Pixabay)

Russia-Ucraina: appelli del Papa cadono nel vuoto

La pace appare lontana. Lo testimoniano gli inviti al cessate il fuoco di Papa Francesco, purtroppo inascoltati. A tal proposito, Tarquinio ha confermato la complessità della situazione: “La voce del Papa risulta inascoltata, visto il continuo parlare di cannoni, missili e bombe. Due anni di guerra hanno stabilizzato il fronte, in una condizione in cui l’Ucraina non può essere schiacciata e la Russia non può essere sconfitta. Bisogna aprire una fase diversa, uscendo dal massacro attuale. Certamente c’è da fare di più, trasformando l’ascolto in qualcosa che dia la sferzata finale per promuovere la pace”.

Come detto da sua Santità, serve il coraggio di guardare il tutto, prendendo atto delle condizioni sul campo. Sconfiggere la Russia è praticamente impossibile, se non provocando una ulteriore escalation: l’invio di truppe da parte della NATO, come paventato dal Premier della Francia Emmanuel Macron, porterebbe il mondo sul baratro di una guerra mondiale.

Per Tarquinio, non servono discorsi vuoti: La soluzione non è quella di far arruolare i nostri figli, mandandoli a combattere per i prossimi anni. Non sono d’accordo, così come penso non lo siano tanti altri. Dobbiamo confrontarci con Vladimir Putin, un personaggio durissimo, come abbiamo visto nella sua riconferma attraverso le ultime discutibili elezioni in Russia. Le parole del Papa, uomo di Dio, ha speso importanti parole per la pace. Siamo in un vortice di nuovo riarmo, con soldi spesi per armi e tolti all’istruzione o altre cause, come la crisi climatica. Sua Santità ha avuto il coraggio di dire questa verità”.

Un ricordo di Don Peppe Diana, vittima della Camorra 30 anni fa

Un uomo di fede Don Diana, ucciso 30 anni fa dalla Camorra, a causa del suo attivismo. Cercava di strappare i giovani alla criminalità organizzata, portandoli sulla strada ecclesiastica e costruttiva. Un qualcosa che, il boss di Casal di Principe, non tollerava: “Lo hanno ammazzato sull’altare, mentre celebrava la messa. Un martirio” dice l’ospite, che poi continua il suo racconto.

Faceva del bene: “Vi racconto un aneddoto. La casa del boss, confiscata dalle forze dell’ordine, è stata divisa in due da un muro di cemento armato. Da una parte vive ancora la vedova, mentre dall’altra vi è una cooperativa sociale che aiuta a crescere i ragazzi autistici. Questi sono i segni che Don Peppe Diana ha lasciato, usando le parole, e mai un’arma”.

Intervista a cura di Massimiliano Rais


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