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Radiolina Grande più di un'isola
micSimona De Francisci, Massimo Andreonitoday25 Maggio 2026 20
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Ebola e Hantavirus, gli esperti rassicurano: “Nessun rischio pandemia in Europa” Manuel Cozzolino
L’attenzione internazionale resta alta su Ebola e Hantavirus, due infezioni che stanno generando preoccupazione soprattutto nei Paesi africani e sudamericani maggiormente colpiti. Secondo l’infettivologo Massimo Andreoni, la situazione richiede monitoraggio costante, ma non deve alimentare allarmismi incontrollati. “Per l’Hantavirus direi molto poco oggettivamente, perché non si è mai sviluppata un’epidemia su larga scala”, ha spiegato Andreoni durante l’intervista, invitando alla prudenza senza creare panico collettivo.

L’Hantavirus delle Ande continua a circolare soprattutto in alcune aree del Sud America, tra Argentina, Brasile, Cile e Bolivia, dove nel 2025 sono stati registrati circa 250 casi. Nonostante alcuni episodi avvenuti su navi da crociera, il virus non ha mostrato una diffusione particolarmente aggressiva. Secondo Andreoni, “su 140 persone presenti sulla nave si sono verificati soltanto 11 casi, dimostrando che il virus non si diffonde facilmente”. L’esperto sottolinea inoltre che la trasmissione respiratoria dell’Hantavirus resta comunque molto meno efficiente rispetto ad altre infezioni virali globali.
Diversa la situazione relativa a Ebola, tornato a circolare dopo anni soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. I dati più recenti parlano di centinaia di contagi e numerosi decessi, alimentando l’attenzione delle autorità sanitarie internazionali. Andreoni ha però chiarito che “Ebola è certamente più temibile, ma i Paesi africani coinvolti hanno ormai grande esperienza nel contenimento del virus”. Secondo il professore, il sistema di isolamento e controllo attivato nelle aree colpite continua a rappresentare uno strumento molto efficace.
Uno degli aspetti principali evidenziati dall’infettivologo riguarda la modalità di trasmissione del virus Ebola, molto diversa rispetto a quella osservata durante la pandemia da Covid-19. L’Ebola infatti richiede un contatto diretto con fluidi corporei contaminati. “La trasmissione avviene soprattutto attraverso sangue, saliva o vomito di persone infette e richiede contatti molto ravvicinati”, ha precisato Andreoni, evidenziando come questa caratteristica riduca fortemente il rischio di diffusione incontrollata in Europa.
Sul fronte terapeutico, la ricerca scientifica dispone già di vaccini e anticorpi monoclonali efficaci contro alcuni ceppi di Ebola, in particolare contro il ceppo Zaire. Tuttavia, il ceppo attualmente più diffuso presenta caratteristiche differenti. Andreoni ha spiegato che “il ceppo attuale non viene neutralizzato dai vaccini disponibili, ma oggi siamo in grado di sviluppare nuove soluzioni nel giro di pochi mesi”. L’esperto ha sottolineato come le moderne tecnologie biomediche consentano risposte rapide anche davanti a nuove emergenze sanitarie.
Nonostante la crescente attenzione internazionale, gli specialisti escludono al momento scenari pandemici simili a quelli vissuti durante il Covid-19. In passato alcuni casi di Ebola sono arrivati anche in Europa e in Italia, senza però provocare focolai estesi. “Potremo avere qualche caso di importazione, ma certamente non parliamo né di pandemia né di epidemia in Europa”, ha concluso Andreoni, ribadendo che il monitoraggio sanitario e il contenimento restano oggi strumenti pienamente efficaci.
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