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Allarme clima nei mari italiani: le ondate di calore subacquee colpiscono le aree protette Cristian Asara
Il 2026 si conferma l’anno dei record assoluti per le temperature dei mari e degli oceani su scala globale. Una tendenza che non risparmia il bacino del Mediterraneo. L’ultimo rapporto del progetto “Mare Caldo”, curato da Greenpeace Italia, mostra una situazione complessa per i mari italiani. I dati, raccolti nel corso del 2025 tramite termometri subacquei posizionati in 14 stazioni di monitoraggio (di cui 13 situate all’interno di Aree Marine Protette), evidenziano anomalie termiche estese e prolungate che ormai penetrano ben oltre la superficie.

La Sardegna ha registrato i picchi più alti durante il 2025. Nell’Area Marina Protetta dell’Isola dell’Asinara, tra la fine di maggio e luglio, si è verificata un’ondata di calore durata 41 giorni, con una temperatura superficiale di +3,5 °C sopra la soglia climatologica. Valori simili sono stati rilevati a Capo Carbonara e Tavolara, dove l’anomalia ha toccato i +3,46 °C. Anche la Sicilia mostra dati evidenti: a Capo Milazzo si è calcolato un incremento di +2,94 °C sopra la media, mentre nell’area protetta del Plemmirio l’aumento è stato di +2,71 °C.
L’azione del vento e il conseguente mescolamento della colonna d’acqua hanno trasferito il calore accumulato in superficie verso il basso. I termometri hanno così registrato temperature fino a 25 °C a una profondità compresa tra i 30 e i 40 metri. Questo fenomeno espone a forti alterazioni gli organismi che popolano i fondali rocciosi, portando il problema climatico ben oltre gli strati superficiali dell’acqua. Una situazione che spinge gli esperti a chiedere interventi globali per il taglio dei gas serra, poiché la sola protezione locale non basta più a salvaguardare la biodiversità.
I monitoraggi biologici condotti da Greenpeace all’Isola d’Elba in Toscana, all’Asinara in Sardegna e a Torre Guaceto in Puglia confermano la vulnerabilità dell’ecosistema. Le osservazioni sul campo hanno rivelato fenomeni di necrosi e sbiancamento a danno di specie chiave come la gorgonia gialla (Eunicella cavolini) e il corallo Cladocora caespitosa. Parallelamente, si registra una diffusione costante di specie aliene, tra cui l’alga Caulerpa cylindracea, che colonizza i fondali modificando gli equilibri naturali.
Radio Smeralda del 28 -07-2026
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