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Ussassai, bagnanti abusivi nelle piscine naturali e cartelli divelti Cristian Asara
Una reazione contraria alle aspettative ha segnato il debutto del provvedimento restrittivo a Ussassai. Il primo giorno di applicazione del divieto assoluto di balneazione e acquatrekking si è chiuso con un bilancio complesso: decine di frequentatori immersi nelle acque protette e la distruzione di diversi segnali posizionati dalla polizia municipale. Una situazione che compromette gli sforzi per tutelare l’ecosistema locale.

Il sindaco Chicco Usai ha espresso ferma condanna davanti all’arroganza dimostrata da una parte dei visitatori. L’amministrazione comunale ha annunciato l’intenzione di coinvolgere immediatamente il prefetto per garantire il rispetto delle regole e la sicurezza del territorio. I controlli sul rispetto dei divieti, che prevedono sanzioni amministrative fino a 500 euro per i trasgressori, richiedono ora un’attenzione ancora maggiore.
La necessità di bloccare gli accessi e le attività acquatiche era emersa a seguito di un afflusso incontrollato di escursionisti nelle scorse settimane, alimentato dalla visibilità ottenuta dalle piscine naturali sulle piattaforme social. L’ordinanza copre un’ampia porzione del reticolo idrico locale, includendo i corsi d’acqua del rio Sa Taula, l’area di S’Arcada, la confluenza con il rio San Gerolamo, il rio Isara e la conca di Caddargiu de Sini. L’obiettivo primario resta la salvaguardia di un ambiente fluviale delicato, messo a dura prova dalla pressione turistica estiva.
Radio Smeralda del 29 -07-2026
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