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Consumi record di dati mobili, la mappa della transizione digitale italiana Cristian Asara
Il panorama delle telecomunicazioni nella penisola mostra una netta controtendenza rispetto al resto del continente. L’adozione di contratti per la fibra ottica e per collegamenti ad almeno 30 Mbps registra cifre inferiori se confrontate con quelle dei Paesi confinanti. I dati indicano che sul territorio nazionale si contano circa 29 abbonamenti ogni 100 residenti, mentre in Francia, Germania e Spagna la quota sale a circa 38-39 contratti. Questa forbice infrastrutturale modifica radicalmente il modo in cui la popolazione accede ai servizi web, spostando il baricentro verso i dispositivi portatili.

La scarsa diffusione di linee cablate ultraveloci ha trasformato il telefono cellulare nel principale terminale per la navigazione quotidiana. Molte attività che all’estero vengono gestite tramite router di casa, sul territorio italiano gravano sulle tariffe cellulari. Lo streaming video, lo smart working, l’uso dei social network e la gestione dei file sul cloud avvengono prevalentemente sfruttando le reti 4G e 5G, anche all’interno delle mura domestiche. L’apparecchio tascabile centralizza ormai ogni operazione: dai pagamenti elettronici alla messaggistica, fino alla consultazione delle mappe e all’ascolto di musica.
Il passaggio dai vecchi cavi in rame verso le moderne infrastrutture in fibra e i sistemi wireless avanzati è avviato, ma procede a ritmi ridotti rispetto agli standard europei. Una scelta legata anche a fattori culturali, che vede l’utente medio preferire la flessibilità del traffico dati su scheda SIM. Questo forte orientamento verso i network mobili genera volumi di traffico cellulare altissimi, poiché la rete cellulare rappresenta spesso l’unica alternativa considerata stabile e subito disponibile per coprire le carenze della linea fissa.
Radio Smeralda del 30 -06-2026
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