Intervista a cura di Massimiliano Rais
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Crocieristi sardi bloccati a Dubai: “Non ci danno informazioni precise, solo indicazioni generiche” Massimiliano Rais, Annalisa Melis
Notte di esplosioni e rumori di missili a Dubai, dove alcuni crocieristi sardi sono bloccati a bordo di una nave senza una data di rientro. Tra loro c’è il cagliaritano Giovanni Melis, e la sorella Annalisa lancia un appello alle istituzioni. “Loro sentono i botti e non stanno bene, la situazione è tutt’altro che tranquilla”, dichiara con preoccupazione.

Annalisa Melis parla a nome del fratello e di altri cittadini isolani presenti sulla nave, spiegando che il clima a bordo è peggiorato dopo gli ultimi episodi di tensione. Secondo quanto riferito, un drone avrebbe colpito il consolato americano durante la notte, aumentando la tensione generale tra i passeggeri. “Sembra passi il messaggio che stanno bene perché sono in crociera, ma sono costretti lì e hanno paura”, sottolinea.
Il numero esatto dei sardi presenti non è chiaro, perché la nave ospita tra 6.000 e 7.000 persone e non è semplice coordinarsi. Il gruppo di Giovanni Melis è composto da sette persone, a cui si aggiungerebbero altri tre o quattro cagliaritani e qualche altro sardo. “Io parlo in rappresentanza del loro gruppo, ma sappiamo che ci sono anche altri corregionali”, precisa Annalisa.
La famiglia ha inviato una richiesta formale alla presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, chiedendo un intervento istituzionale urgente. L’obiettivo è attivare un coordinamento con il Governo e con la Farnesina per garantire il rimpatrio in sicurezza dei passeggeri italiani. “Abbiamo bisogno di capire cosa si sta facendo concretamente e avere una data certa di rientro”, afferma.
Annalisa racconta di aver contattato l’Unità di crisi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ma senza ottenere risposte rassicuranti. Dopo una lunga attesa telefonica, le sarebbe stato suggerito soltanto di scaricare l’app “Viaggiare Sicuri”, senza ulteriori dettagli operativi. “Non ci hanno dato informazioni precise, solo indicazioni generiche, e questo aumenta l’ansia”, denuncia.
Secondo quanto riferito, alcuni passeggeri si sarebbero già rivolti allo psicologo di bordo, a causa dello stress accumulato durante le ore più difficili. L’umore generale sarebbe peggiorato sensibilmente, nonostante le rassicurazioni fornite dall’equipaggio della nave da crociera. “Anche noi familiari siamo molto preoccupati, non possiamo fingere che sia una vacanza normale”, conclude Annalisa Melis.
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