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CTM: tavola rotonda sul trasporto pubblico locale Giuseppe Valdes
Radiolina in diretta dalla Fiera Campionaria della Sardegna, nella Sala Tola Sulis, per l’appuntamento conclusivo della Settimana Europea della Mobilità. L’evento, organizzato da CTM e dalla Città Metropolitana di Cagliari, si concentra sul futuro del trasporto pubblico urbano e sull’interconnessione del capoluogo con i comuni limitrofi. Il tema centrale è chiaro: Cagliari deve diventare una città metropolitana connessa, verde e sostenibile, riducendo il traffico che oggi vede transitare in città oltre 180.000 auto ogni giorno.

La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali di:
Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna
Salvatore Deidda, presidente della Commissione Trasporti della Camera
Francesco Lilliu, vicesindaco metropolitano di Cagliari
La discussione, moderata dal giornalista Fabio Manca, ha visto un ampio confronto tra istituzioni locali e rappresentanti del territorio. Sono intervenuti:
Francesco Lilliu, vicesindaco della Città Metropolitana di Cagliari
Graziano Milia, sindaco della Città di Quartu Sant’Elena
Michela Peretti, dirigente scolastico dell’Istituto alberghiero Gramsci di Monserrato
Maria Paola Secci, sindaca del Comune di Sestu
Maria Barbara Pusceddu, sindaca del Comune di Sinnai
Giacomo Porcu, sindaco del Comune di Uta
Maria Luisa Orrù, sindaca di Elmas e consigliera regionale
Durante il dibattito, CTM ha ribadito il suo ruolo chiave nel processo di transizione energetica del trasporto pubblico. Attualmente, l’azienda dispone di 151 mezzi elettrici, pari al 50% della flotta totale, e punta a raggiungere l’80% entro il 2026.
Innovazioni in corso:
Valorizzazione della rete filoviaria con tecnologia IMC (in motion charging), adottata per prima in Italia ed Europa.
Arrivo di tre autobus Solaris a idrogeno da 12 metri per una fase sperimentale.
Ad oggi, CTM serve otto comuni: Cagliari, Quartu, Monserrato, Selargius, Quartucciu, Elmas, Assemini e Decimomannu. Restano però esclusi centri importanti come Sestu, Sinnai, Settimo, Maracalagonis, Uta e Capoterra, pari a circa 100.000 cittadini privati di un servizio di trasporto pubblico frequente.Al momento, l’alternativa resta il servizio extraurbano ARST, con corse ad orari fissi e meno frequenti.
La questione diventa urgente poiché il contratto di servizio CTM scade a fine 2026. Se non si procederà con un nuovo accordo, le attuali esclusioni resteranno tali per altri nove anni, un periodo che equivale all’intero ciclo scolastico di uno studente dalle medie al liceo.
Un ruolo centrale sarà affidato al nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC), che prevede corsie preferenziali, corridoi BRT e nuove ZTL. Secondo l’Università di Cagliari, i sistemi BRT rappresentano una scelta politica strategica, capace di migliorare il trasporto con costi contenuti.
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