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Cucina italiana candidata a patrimonio UNESCO Manuel Cozzolino
In questi mesi è in corso una grande campagna per sostenere la candidatura della cucina italiana come patrimonio immateriale UNESCO. Una tradizione culinaria che non è solo cibo, ma anche cultura, storia e identità collettiva. Ospite della puntata l’antropologa culturale Alessandra Guigoni che ha spiegato il valore e la ricchezza delle cucine regionali italiane, sottolineando l’importanza di tutelare e promuovere questa straordinaria diversità gastronomica.

Quando si parla di cucina italiana nel mondo, spesso vengono in mente i piatti più conosciuti come pizza, pasta e spaghetti. Tuttavia, come ricorda Guigoni, sarebbe più corretto parlare di cucine regionali, perché ogni territorio racconta la propria storia attraverso i sapori. Dal canederlo trentino ai malloreddus sardi, ogni piatto è espressione di tradizioni locali, economie e visioni del mondo diverse, che rendono l’Italia un mosaico di eccellenze culinarie.
All’estero spiccano le cucine delle regioni con una forte emigrazione, come quella napoletana, che ha portato la pizza e la pasta a diventare simboli globali.
Molto meno conosciuti sono invece piatti di regioni in cui gli emigrati hanno aperto meno ristoranti.
Eppure, in Italia, ogni regione custodisce specialità uniche e rarissime: dai culurgiones ogliastrini alla fregola, dagli spaghetti alla chitarra ai maltagliati. Secondo Guigoni, esistono oltre 2.500 tipi di pasta, molte delle quali ancora poco valorizzate.
La candidatura della cucina italiana all’UNESCO non riguarda solo i piatti, ma anche la ritualità del cibo. Un esempio perfetto è il pranzo della domenica, momento di condivisione che riunisce famiglie e amici attorno alla tavola.
Dalle lasagne al forno al risotto allo zafferano, fino all’arrosto con purè, ogni regione propone ricette diverse. Ma ciò che accomuna tutti è lo spirito di comunità: chiacchiere, convivialità e immancabili dolci come il vassoio di paste portato dai nonni o dagli zii.
La candidatura della cucina italiana a patrimonio UNESCO sarà valutata l’8 dicembre a Parigi. Fino a quella data sono previste numerose manifestazioni ed eventi gastronomici, con l’obiettivo di promuovere l’Italia attraverso le sue tradizioni culinarie.
Intervista a cura di Paola Pilia
Caffè Corretto del 23-09-2025
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