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Da che età si possono portare i bambini in spiaggia? Enzo Asuni
Da che età si possono portare i bambini in spiaggia? Ad affrontare l’argomento, nel podcast, e rispondere alla nostra domanda, Giuseppe Masnata, pediatra del Brotzu e specialista in nefrologia pediatrica che ama moltissimo i bambini. I neonati, i lattanti, sotto i sei mesi, non andrebbero mai esposti al sole perché è troppo pericoloso, hanno una cute troppo delicata. Sopra i sei mesi si può fare protezione. Il pediatra è stato chiarissimo e un bambino sotto i sei mesi dovrebbe essere portato nelle prime ore del mattino o le ultime della sera stando attenti a non spogliarlo. “Rendiamoci conto che anche sotto l’ombrellone un bambino molto piccolo può assorbire una grande quantità di raggi ultravioletti. Per quanto riguarda il bagno al mare si può fare con un bambino già un po’ più grande, di almeno sei mesi, e non deve durare tanto. Il bambino dovrebbe sempre portare il cappello. Quando vediamo i bambini stranieri con magliettina e cappellino tendiamo a storcere il naso ma è una copertura migliore rispetto alla crema solare” aggiunge il medico.

“Partiamo dal fatto che non c’è una regola scientifica. In realtà le due ore e mezza, tre, solo se un bambino fa un piatto molto abbondante ricco di cibi, salse. Ma se il bambino ha fatto un pasto leggero (un paninetto con affettato magro) può fare tranquillamente il bagnetto. La regola delle tre ore è da seguire quando il pasto risulta essere un pasto molto abbondante: malloreddus, carne, contorno, dolce. La differenza di temperatura tra l’esterno e l’acqua è da tenere conto”.
“La protezione più indicata per un bambino di 8 anni è la protezione 30 da applicare più volte, anche dopo che il bagno”.
“I bambini più piccoli (lattanti) non possono essere portati sopra i 1200 metri. Stiamo attenti anche ai viaggi in aereo. Bisogna sempre portare un biberon per i bambini piccoli o attaccarli al seno per compensare. Compensare perché la cabina dell’aereo non è portata a zero. Ha sempre una certa differenza di gradiente con il livello del suolo. Si sale e si scende e noi adulti riusciamo a compensare deglutendo. Un bambino piccolo non lo fa. Quindi è fondamentale attaccarlo al seno o al biberon sia in salita o in discesa”.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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