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DeepSeek in Italia: il garante ha bloccato l’AI cinese che sfida ChatGPT Nicola Scano
DeepSeek, la chat gpt cinese, è in grado di offrire prestazioni superiori rispetto alla versione americana. Questo nuovo modello ha provocato un vero e proprio “terremoto” in borsa grazie alla sua capacità di costi inferiori e all’utilizzo ridotto di risorse, come energia e processori. Un chiaro segno che la Cina ha raggiunto traguardi tecnologici significativi.

La tecnologia sviluppata in Cina ha dimostrato di funzionare molto bene, tanto che è in grado di chiacchierare meglio rispetto alla sua controparte americana. Inoltre, DeepSeek ha una buona comprensione dell’italiano e persino un senso dell’umorismo, distinguendosi ulteriormente.
Tuttavia, l’introduzione di DeepSeek solleva preoccupazioni sulla protezione dei dati. Il garante della privacy è già intervenuto bloccando DeepSeek in Italia, accusandolo di non rispettare le normative europee. La società cinese ha dichiarato di non operare in Italia e di ritenere non applicabile la normativa europea alle società che forniscono il servizio.
L’autorità italiana ha ritenuto insufficienti tali rassicurazioni, creando così un forte dibattito sulla protezione dei dati. Francesco Paolo Micozzi, avvocato cassazionista e docente di Informatica Giuridica all’Università di Perugia, aiuta a comprendere meglio la situazione. Micozzi è esperto in diritto penale dell’informatica, protezione dei dati personali e diritto d’autore.
Il campione del tennis Jannik Sinner ha suscitato discussioni per la sua assenza all’incontro con il capo dello stato dopo la sua vittoria all’Australian Open. Nonostante le voci sul presunto “sgarbo” al presidente Mattarella, il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, ha chiarito che il presidente ha compreso i problemi di Jannik e ha accettato le sue ragioni.
Conduce Nicola Scano
Puntata del 01/02/2025