A Cagliari cresce la preoccupazione per i nuovi focolai di dermatite bovina, che potrebbero compromettere una delle tradizioni più importanti della città: la processione di Sant’Efisio. L’emergenza sanitaria legata agli allevamenti sta infatti mettendo in discussione l’utilizzo dei buoi per il trasporto della statua.

Nella giornata di oggi, Asl e Regione Sardegna sono chiamate a decidere sulla possibile proroga della quarantena imposta ai bovini, attualmente in vigore fino al 30 aprile. Questa misura, necessaria per contenere la diffusione della malattia, rappresenta un nodo cruciale per l’organizzazione della processione.
Se la quarantena dovesse essere estesa, la tradizionale sfilata potrebbe subire importanti cambiamenti. L’assenza dei buoi, elemento simbolico della festa, costringerebbe gli organizzatori a ripensare completamente il trasporto del simulacro.
Tra le soluzioni alternative allo studio emerge un “piano B”: la statua potrebbe essere trasportata a spalla su una portantina fino a Capoterra, oppure caricata su un furgoncino per raggiungere Nora e fare ritorno. Si tratta di ipotesi straordinarie, mai adottate in tempi recenti, che evidenziano la portata dell’emergenza.
Intervista a cura di Mariangela Lampis
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