play_arrow
El Capitan, il supercomputer più potente al mondo Cristian Asara
Con una velocità di calcolo di 1,742 exaFLOPS, pari a un quintilione di operazioni al secondo, questo gigante digitale è in grado di simulare gli effetti di un’esplosione nucleare in poche ore, un compito che al suo predecessore Sierra avrebbe richiesto mesi.
La National Nuclear Security Administration (NNSA), l’agenzia americana responsabile della sicurezza nucleare, utilizzerà El Capitan per testare virtualmente gli effetti delle armi atomiche, evitando la necessità di effettuare test reali.
Questa notizia arriva in un momento di elevata tensione internazionale, con la guerra in Ucraina e le crescenti preoccupazioni riguardo all’uso di armi nucleari.

Ma El Capitan non si limiterà a simulare scenari apocalittici. Il supercomputer sarà impiegato anche in ambiti cruciali come la ricerca sulla fusione nucleare, lo studio del cambiamento climatico e la scoperta di nuovi farmaci.
A quest’ultimo scopo, affiancherà El Capitan il suo “gemello” Tuolomne, un supercomputer con gli stessi componenti ma con un decimo della potenza di calcolo. Tuolomne si concentrerà su simulazioni più “pacifiche”, come lo studio degli effetti del cambiamento climatico, la simulazione di terremoti e la ricerca di soluzioni per la sostenibilità energetica e industriale.
El Capitan rappresenta un passo avanti significativo nel campo del supercalcolo, aprendo nuove possibilità per la ricerca scientifica e la sicurezza globale. Tuttavia, il suo elevato consumo energetico solleva interrogativi sull’impatto ambientale di queste tecnologie. Forse Tuolomne, oltre a studiare il clima, potrà aiutare a trovare soluzioni per rendere il fratello maggiore più efficiente dal punto di vista energetico.
Radio Smeralda, puntata del 20 novembre 2024.
Clicca qui per ascoltare gli altri podcast.