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Emergenza idrica in Sardegna, metà dell’acqua si perde prima dei rubinetti Simona De Francisci, Giulio Zasso, Michele Ruffi
L’emergenza idrica in Sardegna resta strutturale, nonostante le piogge recenti, perché solo il 50% dell’acqua potabilizzata arriva ai rubinetti domestici. «Al nostro rubinetto di casa arriva circa il 50% di quello che esce dal potabilizzatore, e questo è un problema strutturale che non si riesce a risolvere». Il punto con Simona De Francisci, condirettrice di Videolina

Un’altra criticità riguarda gli invasi e i bacini idrici, spesso non adeguati a trattenere l’acqua piovana, che finisce dispersa in mare anche durante forti precipitazioni. «Vediamo immagini spettacolari di acqua che viene versata in mare, ma quegli invasi non riescono a trattenerla quando piove davvero». Il paradosso emerge ogni anno, perché dopo mesi di sprechi si torna a parlare di emergenza idrica con l’arrivo dell’estate e delle restrizioni.

Il nodo centrale resta la mancata interconnessione dei bacini, che impedisce una gestione efficiente delle risorse idriche a livello regionale. «È un problema di interconnessione dei bacini, che si rimanda sempre, e arriviamo ogni estate con restrizioni già annunciate» asserisce Simona De Francisci ai microfoni di Radiolina.
Le piogge delle ultime settimane offrono una boccata d’ossigeno, ma senza interventi strutturali il problema rischia di ripresentarsi puntualmente. «Godiamoci il fatto che piove da settimane, sperando che queste piogge ci facciano respirare almeno per tutto il 2026».
Intervento a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
La Strambata del 08-01-2026
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