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Energia nucleare, il governo accelera: la Sardegna tra le zone coinvolte Giulio Zasso, Michele Ruffi, Alessandra Carta
Il tema del nucleare torna al centro del dibattito politico nazionale dopo le dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a un evento de Il Sole 24 Ore. Come racconta la giornalista Alessandra Carta de L’Unione Sarda, il governo guidato da Giorgia Meloni intende portare avanti il percorso verso il ritorno dell’energia nucleare in Italia. L’obiettivo dichiarato è quello di approvare i decreti attuativi entro la fine della legislatura, prevista per il 2027. Una tempistica che accelera il confronto su un tema da anni divisivo, soprattutto nei territori potenzialmente coinvolti. Il nucleare, nelle intenzioni del governo, dovrebbe affiancare le fonti rinnovabili per garantire stabilità energetica e continuità nella produzione.

Uno dei punti più sensibili riguarda il deposito nazionale delle scorie nucleari. Secondo le informazioni disponibili, anche la Sardegna rientra tra le aree considerate idonee, con otto zone individuate che coinvolgono 14 comuni. Si tratta principalmente di territori poco popolati e isolati, caratteristiche che li rendono compatibili secondo i criteri tecnici.
Tuttavia, il tema riaccende una forte opposizione locale. In Sardegna pesa ancora il risultato del referendum del 2011, in cui quasi il 98% dei votanti si espresse contro qualsiasi ipotesi legata al nucleare. Una posizione condivisa trasversalmente da partiti, sindacati e associazioni, che rappresenta ancora oggi un punto fermo nel dibattito regionale.
Proprio per chiarire eventuali sviluppi, L’Unione Sarda ha richiesto informazioni al Ministero dell’Ambiente, con aggiornamenti attesi nelle prossime ore. Il tema resta quindi aperto e in continua evoluzione.
Accanto al deposito delle scorie, emerge un secondo fronte: quello dei mini reattori nucleari di nuova generazione. Il governo ha mostrato interesse verso queste tecnologie, considerate più sicure e flessibili rispetto alle centrali tradizionali.
Secondo quanto evidenziato da Alessandra Carta, anche in questo caso la Sardegna potrebbe rientrare tra i territori potenzialmente coinvolti, grazie ad alcune condizioni favorevoli come la bassa densità abitativa e l’assenza di elevato rischio sismico.
Le parole del ministro Pichetto Fratin sono chiare: il nucleare viene visto come complemento alle energie rinnovabili, necessario per evitare limiti strutturali nella transizione energetica. Una posizione che però riapre un confronto acceso, soprattutto in territori come la Sardegna, dove il tema è particolarmente sentito.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
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