La Sardegna si trova oggi senza tutele normative contro l’espansione di impianti eolici e fotovoltaici. La bocciatura della legge regionale sulle aree idonee da parte della Consulta, insieme alla conversione in legge del decreto Energia, ha ridotto a zero il livello di protezione del territorio sardo dall’assalto degli speculatori delle rinnovabili. Per questo cresce la richiesta di un argine regionale immediato.

A denunciare la situazione sono i comitati cittadini sardi, che da mesi segnalano il rischio di una trasformazione irreversibile del paesaggio della Sardegna. Secondo i movimenti, l’unica strada percorribile è l’impugnazione della legge nazionale sulle aree idonee e l’adozione di strumenti regionali capaci di governare lo sviluppo delle energie rinnovabili. In questa direzione si muove anche la Giunta regionale, che starebbe valutando un ricorso contro il decreto.
In Consiglio regionale della Sardegna torna d’attualità la commissione speciale sull’energia, prevista da un ordine del giorno approvato all’unanimità mesi fa ma mai insediata. Diversa la sorte della commissione statutaria, già operativa. Una disparità che conferma quanto il tema delle rinnovabili in Sardegna sia politicamente sensibile e fonte di forti tensioni istituzionali.
La futura commissione speciale non potrà eludere il nodo della Pratobello 24, la proposta di legge di iniziativa popolare sostenuta da oltre 211mila sottoscrizioni. Il testo è fermo da mesi nelle commissioni Ambiente e Agricoltura del Consiglio regionale, senza essere discusso.
«Non accetterò che venga insabbiata», ha ribadito il consigliere del Misto Alessandro Sorgia, che ha chiesto formalmente la convocazione urgente delle commissioni competenti.
La Pratobello 24 richiama l’articolo 3 dello Statuto speciale della Sardegna, che attribuisce alla Regione potestà legislativa in materia di edilizia e urbanistica. Un riferimento considerato dai promotori uno scudo giuridico capace di tutelare la norma da eventuali impugnazioni statali e di restituire alla Sardegna il controllo sulle scelte territoriali.
La mobilitazione prosegue anche sul territorio. Oggi i comitati tornano in piazza a Cagliari, con un sit-in in viale Trento, davanti al palazzo della Regione Sardegna. L’iniziativa è promossa dal Presidio permanente del Popolo sardo.
Tra le richieste principali:
l’impugnazione della legge nazionale sulle aree idonee
la discussione urgente in aula della Pratobello 24, ritenuta fondamentale per dotare l’Isola di una tutela urbanistica efficace contro l’assalto di pale e pannelli.
Intervista a cura di Paola Pilia
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