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Interviste

Ep. 03 – Francesca Deidda: le motivazioni dietro l’ergastolo per Sollai

today3 Dicembre 2025 488 3

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Francesca Deidda: il piano premeditato del marito Igor Sollai

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    Ep. 03 – Francesca Deidda: le motivazioni dietro l’ergastolo per Sollai Giuseppe Valdes

La vicenda di Francesca Deidda, giovane donna di San Sperate uccisa dal marito Igor Sollai, torna al centro della cronaca con il deposito delle motivazioni della sentenza della Corte d’Assise di Cagliari. I giudici hanno stabilito che l’omicidio non è stato un raptus, ma un piano premeditato. Sollai voleva liberarsi della moglie e costruirsi una nuova vita con l’amante, trattenendo per sé liquidazioni, TFR, risparmi e quote patrimoniali della famiglia. La Corte ha confermato integralmente le accuse della Procura.

Francesca Deidda

La sentenza: ergastolo con isolamento diurno per un anno

Il 2 luglio 2025, la presidente della Corte d’Assise Lucia Perra ha condannato Igor Sollai all’ergastolo, riconoscendo le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e del fatto commesso contro la moglie convivente. I giudici hanno escluso l’aggravante dei futili motivi, chiarendo che l’omicidio nasceva da motivi economici ed esistenziali, non da una lite banale. Il deposito delle motivazioni, avvenuto il 21 novembre, sottolinea la totale assenza di pentimento dell’imputato e i suoi continui tentativi di depistare le indagini.

Depistaggi e messaggi falsi

Dopo la scomparsa di Francesca, Sollai ha inviato messaggi dal telefono della moglie per far sembrare che fosse lontana volontariamente. Le amiche e le colleghe hanno notato le incongruenze e hanno convinto il fratello Andrea Deidda a denunciare l’accaduto. I primi sospetti includevano un presunto allontanamento legato a una “setta spirituale”, ma gli investigatori hanno rapidamente escluso questa pista per mancanza di riscontri concreti.

Il lavoro degli investigatori

La Procura, con il supporto del Nucleo Investigativo, del RIS e del ROS dei Carabinieri, ha ricostruito tutti i movimenti dell’imputato e l’acquisto dell’arma del delitto. Hanno documentato il tentativo di far sembrare la scomparsa volontaria e lo spostamento del corpo. Grazie a questa ricostruzione, Sollai ha dovuto ammettere l’omicidio, ma i giudici hanno sottolineato che la sua confessione resta parziale e senza alcun segno di pentimento autentico.

La reazione della famiglia di Francesca Deidda

Il fratello di Francesca, Andrea Deidda, ha espresso sollievo per la condanna, pur riconoscendo che nessuna pena potrà restituire la sorella. Ha dichiarato: “È stato un anno in apnea. Non ho nulla da dirgli. È troppo tardi per chiedere scusa”. La famiglia continua a vivere il dolore, ma la sentenza rappresenta una tappa fondamentale nella ricerca della verità e della giustizia.

La crudeltà dell’omicidio

La Corte ha evidenziato la crudeltà dell’azione, che emerge dalle modalità dell’aggressione, dalla resistenza della vittima e dai continui tentativi di depistaggio. Francesca era profondamente legata al marito fino agli ultimi giorni, mentre Sollai manteneva segreta la sua nuova relazione, usando questo legame come leva per giustificare l’omicidio. La sentenza definisce l’azione come un atto di violenza totale e calcolato, che ha ferito profondamente la famiglia e la comunità.

A cura di Mariangela Lampis – Giornalista di Videolina Francesco Pinna – Giornalista de L’Unione Sarda

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