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A tu per tu

Ep. 03 – Intervista a Bustianu Cumpostu

today31 Ottobre 2023 478 2

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Bustianu Cumpostu e il mondo dell’indipendentismo sardo

 

 

Alessandra Carta, giornalista intervista Bustianu Cumpostu, leader di Sardigna Natzione nel corso della terza puntata del programma “A tu per tu”, la trasmissione di Radiolina che punta i riflettori sui personaggi della nostra Regione facendo luce sui punti di forza e quelli migliorabili.

Indipendentismo sardo: la voce di Bustianu Cumpostu

Raccontiamo una storia, perché parliamo di Indipendentisti.  Dopo Massimo Zedda al primo episodio, di centro-sinistra, e Alessandra Zedda di Forza Italia oggi apriamo una finestra sul variegato mondo dell’indipendentismo sardo. Cumpostu: “Si diventa indipendentisti perché è una cosa normale. In tutte le nazioni senza Stato ci sono gli indipendentisti come in Catalogna, in Corsica, in Palestina. In tutte le parti del mondo. Quando a un popolo viene impedito di essere sovrano nel proprio territorio nasce l’indipendentismo, è una cultura normale”

Alessandra Carta, Bustianu Cumpostu negli studi di Radiolina

Nascita dell’indipendentismo nell’Isola e collocazione

Sardigna Natzione è un partito fondato da Cumpostu negli anni ’70, partito che gioca un ruolo importante nel panorama indipendentista. “Nel ’70 nasce l’indipendentismo moderno che si è configurato nel ’95 col nome attuala di “Sardigna Natzione” – asserisce il leader. Come collocazione ideologica il partito sta nella sfera centro-sinistra dove si collocano anche ulteriori partiti indipendentisti come “Liberu”, alleato di Sardigna Natzione, che ha cambiato lo statuto per poter andare con il PD, con gli M5s e con i progressisti. Bustianu Compostu: “Non condividiamo la scelta di Liberu che è un partito indipendentista di sinistra quindi ha probabilmente prevalso la scelta ideologica all’indipendentista. Se Sardigna Natzione facesse una scelta di questo tipo, si dovrebbe sciogliere”.

Le percentuali restano basse

Dopo tanti anni di militanza le percentuali restano comunque basse e a tal proposito Bustianu Cumpostu asserisce: “Il successo dell’indipendentismo non lo misuriamo con le elezioni ma lo misuriamo nella cultura politica della Sardegna. Se noi pensiamo agli anni 70-80 la Questione Sarda era diventata una questione meridionale. Eravamo prigionieri del meridionalismo. Oggi ogni sardo sa di appartenere al popolo sardo. Quale migliore risultato si poteva raggiungere di questo?”. 

Michela Murgia e “Sardegna Possibile”

Nel 2014 Michela Murgia era figlia di un indipendentismo un po’ spurio che però ha raggiunto 100.000 voti di consenso. 100.000 contro i 56.000 di Cumpustu che racconta come abbia tentato di entrare nell’aggregazione “Sardegna Possibile”: “Quando abbiamo cercato di entrare ci è stato detto che sbilanciavamo troppo il progetto verso l’indipendentismo”. 

La Sardegna si può mantenere da sola?

E’ stato analizzato il bilancio sardo da 9 miliardi di euro, l’88% sono fondi regionali, l’11% sono fondi nazionali e l’1% fondi europei. Sulla carta quindi l’isola avrebbe i soldi per mantenersi da sola perché la quota dell’11% può essere presa in quanto Sardigna Natzione se c’è un riconoscimento da parte di Bruxelles.

Perché i sardi davanti a questi numeri hanno così tanta paura di staccarsi dall’Italia? “Noi abbiamo sempre detto che la Sardegna ha le gambe per camminare da sola e le ali anche per volare. E’ difficile convincere i sardi perché siamo in un regime di libertà sottomessa. Il popolo vive all’interno di una bolla in cui non è facile camminare da soli. Fanno capire ai sardi che bisogna andare con il cappello in mano a Roma per chiedere l’elemosina”.

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