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Interviste

Ep. 03 – Satelliti a rischio di collisione

today17 Gennaio 2026 92 70

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Spazio vicino alla Terra sempre più affollato: cresce il rischio collisione tra satelliti

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    Ep. 03 – Satelliti a rischio di collisione Manuel Floris, Enrico Perozzi

Lo spazio orbitale terrestre è sempre più congestionato, con circa 13.000 satelliti operativi e migliaia inattivi che aumentano il rischio di collisioni potenzialmente catastrofiche per il futuro delle attività spaziali. “Il rischio più grande sono i satelliti non funzionanti, perché non possono essere spostati e un impatto genera migliaia di detriti in una volta sola”, spiega Ettore Perozzi, associato all’INAF.

Satelliti a rischio di collisione (Immagine Rappresentativa)

Collisione dei satelliti e orbite basse

Le orbite basse, comprese tra 400 e 2.000 chilometri di altitudine, rappresentano oggi la zona più critica per densità e tempi di permanenza dei detriti spaziali. “Sopra i mille chilometri un oggetto può restare in orbita per decine o centinaia di anni, rendendo questa buccia la più pericolosa”, sottolinea Perozzi.

Velocità orbitali in corrispondenza di collisione

In caso di collisione, le altissime velocità orbitali trasformano anche frammenti millimetrici in proiettili capaci di distruggere satelliti funzionanti e infrastrutture strategiche.A queste quote si viaggia a circa 30.000 chilometri orari, quindi anche un sassolino diventa estremamente distruttivo”, avverte l’astrofisico dell’INAF.

Un ipotesi reale

Gli scontri tra satelliti sono rari ma reali, come dimostra l’incidente del 2009 tra Iridium e Kosmos, che ha prodotto migliaia di nuovi detriti orbitanti. “Il problema maggiore è l’impatto tra un detrito e un grande satellite abbandonato, che va assolutamente evitato”, chiarisce Perozzi.

Privati e regole condivise

Con l’ingresso massiccio dei privati e costellazioni come Starlink, servono regole condivise per evitare che lo spazio diventi impraticabile a causa della sindrome di Kessler. “Non si può permettere che chi ha più soldi metta migliaia di satelliti e decida le regole da solo”, conclude Perozzi con preoccupazione.

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