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Ep. 04 – Sanremo: dagli albori alla scena rap Giuseppe Valdes, Enzo Asuni, Fabio Leoni, Angelica D'Errico
Quando è arrivata la scena rap a Sanremo? Sanremo e la sua musica sono lo specchio della società e ascoltando i brani dal 1951 (anno della nascita) a oggi sono stati diversi i generi che hanno toccato quel palco. Partiamo dalle origini del festival e arriviamo alle contaminazioni delle scena musicale. L’ospite della puntata di oggi è Ruido (al secondo Fabio Leoni) che di rap ne mastica da vendere. Conducono Enzo Asuni e Giuseppe Valdes. Nel corso della trasmissione (ascolta il podcast) anche gli interventi di Angelica D’Errico, rappresentate del Gruppo L’Unione Sarda a Sanremo.

Il Festival di Sanremo nasce nel 1951 e vi hanno preso parte compositori, musicisti e cantanti tra i più noti del panorama musicale italiano.
Si configura come uno degli eventi mediatici più amati dagli italiani e registra un certo riscontro anche all’estero in quanto è trasmesso in eurovisione e anche dalla radio. I cantanti si sfidano a suon di note per aggiudicarsi non solo la visibilità ma la statuetta del leone di Sanremo. Si tratta del riconoscimento più prestigioso per i musicisti e gli interpreti italiani.

Ci troviamo in Liguria nello splendido scenario di Sanremo e l’idea del festival sopraggiunse per incrementare il turismo in una stagione morta. La voce si sparse tra le case discografiche anche grazie agli organizzatori e cominciarono a mandare i loro cantanti. I brani per regolamento devono essere composti da autori italiani e in lingua italiani e vengono presentati in prima assoluta al pubblico. Non devono mai essere stati eseguiti pubblicamente in precedenza altrimenti il cantante rischia la squalifica.
Tra i premi abbiamo anche quelli speciali come il premio della critica che viene decretato dalla stampa specializzata a partire dal 1982, premio che venne intitolato a Mia Martini a partire dal 1996.
Da strumento per incentivare il turismo diventa un mezzo di promozione per i successi discografici e la sua quinta edizione fu la prima a essere trasmessa in diretta radiotelevisiva da programma nazionale a Eurovisione.
Nel 1956 l’eccezione: i 6 cantanti ammessi al festival furono selezionati con un concorso dedicato alle nuove voci. Gli aspiranti furono 6.656.
Nella storia dell’Ariston sono diversi gli anni turbolenti che hanno segnato il ricordo degli italiani. Pensiamo al 1967 e al suicidio di Tenco che cantava “Ciao amore, ciao”, una canzone. Dopo questo fatto il festival e l’Italia in generale erano cambiati. Anche la rassegna era un’altra cosa. IL declino si blocca nel 1980: venne istituita una sezione dedicata ai big italiani e stranieri. Con Pippo Baudo riconquistò la credibilità perduta portando la cronaca e momenti di stretta attualità sul palcoscenico dell’Ariston.

Nonostante il rilancio molti dei grandi nomi tenevano le distanze dalla Kermesse accettando invece di esibirsi come ospiti o più raramente di concorrere come autori.
Negli anni 90 l’appuntamento diventa di nuovo quello fisso per la società italiana.
Pippo Baudo era diventato direttore artistico e trasformò il festival in una vetrina italiana per voci emergenti. Pensiamo a Eros Ramazzotti, Elisa, sono cantanti che devono il loro successo a un palco di questo calibro.
Il festival è nato nel dopoguerra e l’idea della manifestazione canora sulla canzone italiana venne ad Angelo Nicola Amato, il direttore della manifestazioni e delle pubbliche relazioni del Casinò di Sanremo insieme ad Angelo Nizza, conduttore radiofonico. Il regolamento fu messo a punto da Pier Bussetti e Giulio Razzi. Il primo Sanremo, quello del 1951 si tenne sino al 1976 nel Teatro del Casinò. Nella prima edizione erano tre gli interpreti che si avvicendarono a cantare le canzoni in gara:
Nilla Pizzi che vinse, Achille Togliani e Duo Fasano.
Le canzoni di Sanremo erano lo specchio della società e se canzoni come “Grazie dei Fiori” di Nilla Pizzi descrivevano un’Italia che si stava rialzando dopo la guerra possiamo assolutamente dire che altri brani come “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti o “Zingara” di Iva Zanicchi descrivevano un paese che tornava a godersi la vita.
Dal Teatro del Casinò si sposta all’Ariston, anche se nel 1990, per la 40esima edizione di spostò al PalaFiori. Sino al 1954 fu trasmesso solo per le radio, ma poi anche in Eurovisione.

Il rapporto tra l’hip-hop e il Festival di Sanremo è un’interessante dinamica che evidenzia l’evoluzione del genere nel contesto musicale italiano. L’hip-hop, una volta considerato un movimento di nicchia, si è trasformato in un linguaggio universale capace di affrontare una vasta gamma di temi e di attrarre un pubblico di tutte le classi sociali.
Nonostante alti e bassi nella sua presenza e posizionamento in classifica a Sanremo, il rap ha conquistato progressivamente un ruolo sempre più significativo. Nel recente Festival, si è assistito all’esibizione di tre rapper di spicco: Rancore, Anastasio e Junior Cally. Questa rappresentazione ha sottolineato il cambiamento dinamico nel panorama musicale italiano.
Nel prossimo Festival di Sanremo, programmato dal 2 al 6 marzo 2021, si prevede un’ulteriore affermazione del rap, con ben quattro artisti in gara tra i Campioni: Madame, Random, Fasma e Willie Peyote. Questo aumento della partecipazione di rapper al Festival è un segno tangibile dell’espansione e della diversificazione della scena musicale italiana.
È interessante notare che il primo rapper a calcare il palco del Festival della Canzone Italiana è stato Caparezza, all’epoca noto come Mikimix, nel lontano 1997. Con la sua canzone “E la notte se ne va” sebbene non abbia ottenuto una classifica memorabile, ha piantato il seme per una presenza più consistente dell’hip-hop nell’ambito del festival.

Questo connubio tra Sanremo e il rap rappresenta una fusione di stili musicali, sottolineando come l’hip-hop sia diventato un elemento chiave nella scena musicale italiana e sia riuscito a conquistare anche il palco nazionalpopolare del prestigioso festival.
Ascolta le puntate precedenti: (Clicca qui).