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Interviste

Ep. 04 – L’Orto di Eleonora: da Oristano al successo internazionale

today27 Gennaio 2026 835 7

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Agricoltura sarda e mercati internazionali: il modello de L’Orto di Eleonora

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    Ep. 04 – L’Orto di Eleonora: da Oristano al successo internazionale Giuseppe Valdes

Dalla Sardegna ai mercati internazionali, passando per crisi profonde, rilanci cooperativi e sfide climatiche sempre più complesse. È la storia dell’Orto di Eleonora, cooperativa agricola sarda raccontata dal direttore commerciale dell’azienda Salvatore Lotta. Una testimonianza che intreccia impresa, territorio e visione futura, in uno dei settori più strategici dell’economia isolana: l’agricoltura.

Salvatore Lotta – Direttore commerciale L’Orto di Eleonora

Come nasce L’Orto di Eleonora?

Il marchio Orto di Eleonora nasce nel 2009 da una scelta fortemente identitaria. La cooperativa opera nella provincia di Oristano, nel territorio storico del giudicato di Eleonora d’Arborea, figura simbolo della Sardegna: «Volevamo dare all’impresa un’identità forte, riconoscibile e profondamente legata alla Sardegna», spiega Salvatore Lotta.

In origine il nome includeva il riferimento ad Arborea, poi abbandonato per rappresentare un progetto più ampio, con aziende agricole distribuite in tutta l’isola, dal sud al nord della Sardegna. Oggi il marchio è riconosciuto a livello regionale, nazionale e internazionale.

La mini anguria Gavina, prodotto simbolo dell’innovazione sarda

Tra i prodotti più iconici spicca la mini anguria Gavina, diventata negli anni un simbolo dell’agricoltura sarda innovativa. Introdotta per la prima volta nel 2006 e prodotta in modo strutturato dal 2009, Gavina ha cambiato le abitudini di consumo.

«Era un’anguria piccola, chiara e diversa da quelle tradizionali sarde. Abbiamo deciso di darle un nome fortemente identitario», racconta Lotta. Oggi l’Orto di Eleonora produce circa 3 milioni di chili di angurie e detiene circa il 70% del mercato sardo delle mini angurie, con una presenza consolidata anche nel resto d’Italia.

Dalla crisi al rilancio: la forza della cooperazione

Il percorso dell’Orto di Eleonora non è stato lineare. Prima del 2006 l’azienda operava come società commerciale, con un fatturato di circa 12 milioni di euro, ma con una forte dipendenza da un unico cliente del Nord Italia. Una crisi improvvisa portò alla perdita del 99% delle vendite e al fallimento della società.

«È stato un errore di valutazione: avevamo un solo cliente», ammette Lotta. Da quella caduta nasce però il rilancio. Le aziende agricole coinvolte decidono di unirsi in forma cooperativa, condividendo uffici commerciali, supporto agronomico e strategie comuni, puntando su sinergia e crescita collettiva.

Michele Ruffi e Salvatore Lotta negli studi di Radiolina

L’Orto di Eleonora: mercati globali ed export

Oggi l’Orto di Eleonora esporta in diversi Paesi europei, tra cui Germania, Olanda, Svizzera e Austria. In un mercato sempre più globale e competitivo, la cooperazione diventa essenziale: «Da soli non basta più. Dobbiamo unirci ad altre realtà isolane per restare competitivi», sottolinea Lotta. La rete tra imprese agricole sarde è vista come l’unica strada per affrontare la concorrenza internazionale.

Trasporti e continuità territoriale, il grande limite dell’insularità

Uno dei principali ostacoli alla crescita resta l’insularità della Sardegna. Il trasporto via mare rappresenta una criticità non solo in termini di costi, ma soprattutto di spazi e garanzie logistiche: «D’inverno le navi diminuiscono drasticamente e ci troviamo a doverci dividere pochi spazi disponibili», spiega Lotta, che aggiunge: «Se fossimo in Emilia-Romagna il nostro fatturato sarebbe almeno il doppio o il triplo», sottolineando il divario competitivo tra imprese isolane e quelle della terraferma.

Qualità dei prodotti come leva competitiva

Nonostante le difficoltà logistiche, la qualità dei prodotti sardi rimane il vero punto di forza: «I clienti ci scelgono perché la qualità è diversa. La Sardegna ha una stagionalità unica», afferma Lotta. Ed è proprio questo valore aggiunto che consente all’Orto di Eleonora di essere presente sui mercati europei, nonostante i limiti strutturali dell’insularità.

Cambiamento climatico: nuove criticità per l’agricoltura

Il cambiamento climatico sta incidendo profondamente sul lavoro nei campi: «In 59 anni non avevo mai visto temperature di 45 gradi a giugno», racconta Lotta. Eventi estremi, siccità, gelate fuori stagione e nuove infestazioni rendono necessarie assicurazioni agricole, investimenti strutturali e strategie di adattamento sempre più avanzate.

Innovazione e futuro: dai campi ai droni

Il futuro dell’agricoltura è già presente: «Ho visto un drone fare i trattamenti in un campo di mio figlio», racconta Lotta. Una scena che sintetizza il passaggio da un’agricoltura tradizionale a una agricoltura tecnologica, basata su innovazione, sostenibilità e competenze specialistiche: «Il futuro non è domani, è già oggi», conclude.

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