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Ep. 06 – Artemis 2, il ritorno dell’umanità verso la Luna Manuel Floris, Mario Musmeci e Ettore Perozzi
La centesima puntata di “Una finestra sull’Universo”, condotta dall’astrofisico Manuel Floris, celebra un traguardo simbolico raccontando il ritorno dell’uomo verso la Luna con Artemis 2. Ospite centrale è l’astrofisico Ettore Perozzi, associato INAF, affiancato dal fisico Mario Musmeci dell’Agenzia Spaziale Italiana. L’episodio unisce divulgazione scientifica e attualità spaziale, spiegando perché questa missione rappresenti una svolta storica dopo Apollo 17. «Dopo più di cinquant’anni siamo pronti a tornare sulla Luna in modo consapevole e continuativo», sottolinea Perozzi, evidenziando il cambio di paradigma nell’esplorazione spaziale umana.

Nel confronto con le missioni Apollo, Artemis 2 emerge come un progetto radicalmente diverso, pensato per durare nel tempo e non come impresa isolata. Ettore Perozzi spiega che la nuova capsula Orion, il lanciatore e i sistemi di supporto umano rappresentano una profonda evoluzione ingegneristica. «Questa è una vera missione lunare, progettata con tecnologie adatte a rendere sostenibile l’esplorazione», afferma l’astrofisico. L’obiettivo è testare sistemi affidabili dal punto di vista meccanico, elettronico e umano, sfruttando l’esperienza maturata in oltre mezzo secolo di permanenza in orbita terrestre e sulla Stazione Spaziale Internazionale.
Artemis 2 seguirà una traiettoria di rientro libero che porterà l’equipaggio dietro il lato nascosto della Luna, una regione mai sorvolata da astronauti con le attuali tecnologie. Mario Musmeci spiega che questa rotta sfrutta precise leggi gravitazionali, riducendo i rischi in caso di emergenza. «Queste orbite creano un corridoio naturale che riporta la capsula verso la Terra», chiarisce il fisico dell’ASI. Il passaggio dietro la Luna comporta un blackout delle comunicazioni, elemento chiave per testare procedure operative fondamentali in vista di future missioni di lunga durata.
La navigazione nello spazio profondo rappresenta una delle sfide principali di Artemis 2, superata grazie a una combinazione di tecnologie all’avanguardia. Mario Musmeci descrive l’uso di sistemi multipli per garantire ridondanza e sicurezza. «La capsula Orion utilizza star tracker che osservano le stelle, segnali radio e persino un GPS sperimentale oltre l’orbita terrestre», spiega. Questi strumenti permettono agli astronauti di orientarsi con precisione estrema, richiamando in modo sorprendente le antiche tecniche di navigazione stellare, adattate però alle esigenze del volo umano nello spazio profondo.
Le comunicazioni rappresentano un altro elemento chiave del programma Artemis, grazie al passaggio definitivo dall’analogico al digitale e all’introduzione di collegamenti ottici laser. Mario Musmeci sottolinea l’importanza di questa innovazione: «Per la prima volta testeremo link ottici capaci di trasmettere video in 4K dalla distanza lunare». L’Italia gioca un ruolo strategico attraverso una grande antenna vicino a Cagliari, integrata nel Deep Space Network. Questa infrastruttura consente di mantenere il contatto con Orion anche mentre la Terra ruota, garantendo continuità operativa globale.
Lasciare l’orbita terrestre significa esporsi ai pericoli dello spazio profondo, in particolare alle radiazioni solari e cosmiche. Ettore Perozzi evidenzia che il vento solare resta una delle minacce principali per la salute degli astronauti. «Il rischio maggiore è l’esposizione improvvisa a forti flussi di particelle cariche», afferma l’astrofisico. Anche il rientro sulla Terra rappresenta una fase critica, con velocità elevatissime e temperature estreme. Tuttavia, l’esperienza accumulata consente oggi di affrontare questi rischi con maggiore consapevolezza e preparazione.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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