A Tu Per Tu: l’intervista all’assessora Desirè Manca
La fotografia del mercato del lavoro in Sardegna resta complessa: un lavoratore dipendente su tre guadagna meno di 1.000 euro al mese e la retribuzione media annua nell’isola è di 17.642 euro, quasi 6.000 euro in meno rispetto alla media italiana (23.630 euro) secondo i dati Istat Un quadro segnato da povertà salariale e precarietà contrattuale, con oltre l’80% delle ore lavorate concentrate in settori a basso valore aggiunto come turismo stagionale, agricoltura e piccola distribuzione.
Desirè Manca – Assessora regionale al lavoro M5S
L’assessora Desirè Manca: “Occupazione in crescita dell’1,3%
Desirè Manca, assessora regionale al Lavoro della Regione Sardegnaparla di piccoli segnali di miglioramento ma ammette la necessità di un cambio strutturale: “C’è un +1,3% sull’occupazione rispetto a un anno e mezzo fa, ma non basta. Serve un modello nuovo di politiche attive”.
Formazione e innovazione: la nuova strategia della Regione Sardegna
La base della riforma, spiega l’assessora Desirè Manca, è la formazione professionale, giudicata fino a poco tempo fa non adeguata al mercato attuale. L’85% dell’offerta formativa regionale era concentrata sugli operatori del benessere (parrucchieri ed estetiste), mentre il mondo del lavoro richiede oggi competenze diverse.
La Regione ha deciso di limitare al 30% i corsi legati al settore benessere e ampliare l’offerta verso ambiti come innovazione tecnologica, digitale, intelligenza artificiale e audiovisivo. L’obiettivo è allineare la Sardegna ai processi di trasformazione economica in corso e colmare il divario tra domanda e offerta di lavoro.
Parallelamente, è stata introdotta una nuova misura sperimentale da 40 milioni di euro, chiamata “Filo Sardegna”, che mette in collegamento imprese, università, enti locali e sistema formativo con un vincolo chiaro: formazione finalizzata all’assunzione garantita. Un modello che punta a creare occupazione stabile e non solo percorsi formativi scollegati dal mercato.
500 milioni per le politiche attive del lavoro
Nel quinquennio, l’Assessorato al Lavoro ha messo in campo circa 500 milioni di euro tra fondi regionali ed europei per rafforzare le politiche attive. Le misure comprendono incentivi per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in tempo indeterminato (22 milioni di euro nell’ultimo bando, preceduti da altri 40 milioni esauriti in una settimana) e contributi per la trasformazione dei part-time in full-time, con particolare attenzione alle donne.
Le lavoratrici, infatti, rappresentano una delle categorie più fragili. Molti part-time sono involontari. Per questo la Regione ha avviato anche un progetto sperimentale per sostenere i servizi di pre e post scuola, così da facilitare la conciliazione tra lavoro e famiglia.
Resta centrale il tema delle competenze tradizionali: forte domanda per idraulici, elettricisti, saldatori, meccatronici, professioni oggi carenti nell’isola. La Regione ha inserito in bilancio la possibilità di valorizzare il trasferimento generazionale delle competenze, coinvolgendo i “vecchi maestri” nella formazione dei giovani.
La riduzione dei fondi: “Un fatto gravissimo”
Tra i nodi aperti c’è la riduzione delle risorse del Programma GOL (Garanzia Occupabilità Lavoratori). Lo stanziamento per la Sardegna 2024-2025, inizialmente previsto in 116 milioni di euro, è stato ridotto drasticamente. Manca precisa che la diminuzione non sarebbe imputabile alla gestione attuale ma a programmazioni precedenti.
Il tema resta centrale per il futuro delle politiche attive del lavoro in Sardegna, in un contesto in cui la Regione punta a superare lo stallo occupazionale e a contrastare il lavoro povero strutturale, rafforzando strumenti di formazione e incentivi all’assunzione stabile.
Ascolta A Tu Per Tu anche su Spotify
A Tu Per Tu è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
Clicca quiper scoprire tutti i podcast di Radiolina