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Ep. 08 – La Guaritrice Giuseppe Valdes
“Come ogni fior languisce e giovinezza cede a vecchiaia… Su, cuore mio, congedati e guarisci.” I versi della poesia “Gradini” di Hermann Hesse introducono la storia intensa e autentica di Alessandra Luzzu, custode di un sapere antico nel cuore della Gallura, a Monti. Una storia di cura, sacrificio e gratuità che intreccia memoria familiare e comunità, dolore e rinascita.

Alessandra Lutzu è nata e vive a Monti, piccolo centro gallurese, dove da generazioni la sua famiglia custodisce una lozione a base di erbe utilizzata contro ustioni e malattie della pelle. Non è una medicina riconosciuta dalla scienza ufficiale, non si vende e non si compra: si dona. Alessandra non ama definirsi guaritrice e rifiuta il termine “medicina”, ma continua a praticare una cura gratuita, tramandata dal padre Giovanni Vittorio, per tutti Gianni, a sua volta depositario di un segreto affidatogli da uno zio tra ventotto nipoti. Un sapere senza origine certa, passato di mano in mano, sempre dentro il nucleo familiare, fino alla scelta di aprirlo alla collettività.
La casa di Alessandra è sempre stata un luogo aperto: persone che bussavano a ogni ora, anche durante i pasti, bambini, anziani, feriti. Il soggiorno-cucina trasformato in stanza di cura, una piuma per applicare la lozione, oggi sostituita da uno spruzzino, definito da lei stessa “piuma magica” per non spaventare i più piccoli. Accanto al padre Gianni, uomo di grandi valori, assessore comunale, allevatore, figura rispettata e temuta, Alessandra cresce come assistente naturale, senza imposizioni. Dietro tutto questo, la madre Leonarda, detta Nuccia, che accetta per amore e sostiene in silenzio una missione fatta di rinunce. In cambio, la riconoscenza: pane, dolci, doni semplici che riempivano la casa e il cuore.
Un episodio segna l’infanzia di Alessandra: a sette anni assiste alla cura di un uomo gravemente ustionato e ne resta sconvolta. Si allontana, rifiuta, poi lentamente ritorna, senza forzature. La vita la mette alla prova ancora nel 2004, quando il padre rimane gravemente ustionato nell’esplosione dell’impianto a gas della sua auto a Olbia. Gianni rifiuta l’ambulanza, aspetta la figlia, che lo cura seguendo le sue indicazioni. Dopo 23 giorni è guarito.
Durante la pandemia da Covid-19, per proteggere il padre in dialisi, Alessandra decide di non far più entrare le persone in casa, continuando però a curare all’esterno. Oggi, dopo la scomparsa di Gianni, la ricetta è custodita insieme ai fratelli Monica e Michele, ma è Alessandra a somministrare la cura, tra crisi, sacrifici e il peso di una disponibilità costante. La forza? Il sorriso di chi guarisce, i legami che restano, come quello con Marica, salvata da gravissime ustioni da bambina e oggi ancora presente nella sua vita. Il sogno resta uno: collaborare un giorno con la medicina ufficiale.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi – Giornalista del TG di Videolina
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