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Ep. 08 – La sonda BepiColombo verso Mercurio Manuel Floris
Una Finestra sull’Universo, l’appuntamento su Radiolina per raccontare l’universo, dalla Terra alla Luna e oltre, a cura Manuel Floris, astrofisico e direttore scientifico de Il Planetario de L’Unione Sarda. Ospite in collegamento Valentina Galluzzi, geologa planetaria dell’ Inaf e Co Investigator dello strumento Simbio-Sys sulla sonda BepiColombo. La missione prende il nome da Giuseppe “Bepi” Colombo, scienziato italiano che contribuì alla comprensione delle orbite planetarie e fu fondamentale per il successo della missione Mariner 10. Il suo lavoro ha permesso di sfruttare le fionde gravitazionali per ottimizzare le traiettorie delle sonde spaziali.

In queste sere, oltre ai pianeti già visibili nel cielo, si aggiunge anche Mercurio, il più piccolo del Sistema Solare. Questo pianeta, spesso difficile da osservare per la sua vicinanza al Sole, raggiungerà la massima distanza apparente dalla nostra stella l’8 marzo, offrendo un’opportunità unica per ammirarlo. Ma l’interesse scientifico per Mercurio va ben oltre la sua visibilità: una delle missioni più ambiziose mai progettate per studiarlo è attualmente in corso.

Il 20 ottobre 2018, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) hanno lanciato la sonda BepiColombo verso Mercurio. L’8 gennaio 2025, la sonda ha effettuato il suo sesto passaggio ravvicinato al pianeta, proseguendo il suo lungo viaggio per entrare in orbita nel 2026. BepiColombo è la seconda sonda nella storia a orbitare attorno a Mercurio, dopo Messenger della NASA, e ha l’obiettivo di svelare molti dei suoi misteri.
Le prime missioni a esplorare Mercurio furono Mariner 10 della NASA negli anni ’70 e Messenger, che ha orbitato il pianeta dal 2011 al 2015. Mariner 10 fornì le prime immagini ravvicinate, mentre Messenger rivelò importanti dettagli sulla composizione chimica della superficie e sulla struttura del nucleo del pianeta. BepiColombo proseguirà su questa strada, cercando risposte a domande fondamentali sulla sua formazione ed evoluzione.
BepiColombo è composta da due sonde: il Mercury Planetary Orbiter (MPO) dell’ESA e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO) della JAXA. Tra i suoi obiettivi principali vi sono lo studio della geologia del pianeta, la sua composizione superficiale, il campo magnetico e l’interazione con il vento solare. Una delle scoperte più affascinanti riguarda la possibile esistenza di uno strato di diamanti tra il nucleo e il mantello, ipotesi che BepiColombo potrebbe aiutare a confermare.
Con l’ingresso in orbita previsto per il 2026, BepiColombo offrirà una visione senza precedenti del pianeta più vicino al Sole. Grazie alle sue sofisticate strumentazioni, la missione potrà rispondere a interrogativi fondamentali sulla storia e l’evoluzione di Mercurio, contribuendo a comprendere meglio anche la formazione dei pianeti rocciosi del Sistema Solare.
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