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Ep. 09 – L’espansione dell’Universo Manuel Floris, Luciano Burderi
Nella notte tra il 5 e il 6 ottobre del 1923, l’astronomo americano Edwin Hubble rivoluzionò la nostra comprensione dell’Universo. Utilizzando il telescopio Hooker da 100 pollici presso il Mount Wilson Observatory in California, osservò la Grande Nebulosa di Andromeda, una vasta struttura spiraleggiante nella costellazione di Andromeda. Quella notte Hubble fece una scoperta straordinaria: Andromeda non era una nebulosa, ma una galassia simile alla nostra. Ospite di Manuel Floris, astrofisico e direttore scientifico de Il Planetario de L’Unione Sarda, l’astrofisico dell’Università di Cagliari Luciano Burderi, direttore dell’Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica Cosmica di Palermo.

Questa rivelazione segnò un punto di svolta nella cosmologia, dimostrando che l’Universo era molto più vasto di quanto si credesse. Fino a quel momento, si pensava che la Via Lattea fosse l’unica grande struttura cosmica esistente. La scoperta di Hubble pose fine al “Grande Dibattito” che divideva la comunità scientifica sulla reale natura delle nebulose spiraliformi.
Pochi anni dopo, nel 1929, Edwin Hubble annunciò un’altra scoperta rivoluzionaria: le galassie si stanno allontanando dalla Via Lattea, rivelando così che l’Universo è in espansione. Studiando lo spettro luminoso delle galassie, Hubble notò un fenomeno sorprendente: maggiore era la distanza di una galassia, più velocemente essa si allontanava. Questa relazione è nota oggi come Legge di Hubble, la base dell’odierna cosmologia.
Le osservazioni di Hubble misero in discussione la teoria di un Universo statico, sostenuta persino da Albert Einstein. Per mantenere un modello stazionario dell’Universo, Einstein aveva introdotto la Costante Cosmologica nelle sue equazioni della Relatività Generale. Tuttavia, quando venne confermata l’espansione dell’Universo, Einstein riconobbe il suo errore, definendo la Costante Cosmologica “il più grande sbaglio della mia vita”.
La scoperta dell’espansione dell’Universo fornì le prime prove osservative a favore della teoria del Big Bang. Se le galassie si allontanano nel tempo, ciò implica che in un passato remoto erano più vicine, fino a convergere in un unico punto iniziale. Questa intuizione diede vita a una delle teorie più accreditate sull’origine del cosmo.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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