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Una Finestra sull'Universo

Ep. 10 – Le grandi astronome del passato

today8 Marzo 2025 144 45

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Le donne astronome dimenticate che hanno cambiato la storia

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    Ep. 10 – Le grandi astronome del passato Manuel Floris e Patrizia Caraveo

La storia dell’astronomia sembra dominata da figure maschili, con pochissime donne astronome riconosciute ufficialmente per le loro scoperte. Un dato su tutti: solo una donna, Andrea Ghez, ha ricevuto il Nobel per la Fisica per ricerche legate all’Universo. Eppure, le donne hanno avuto un ruolo chiave nello sviluppo della conoscenza astronomica, spesso restando nell’ombra. Per approfondire il loro contributo, in questa puntata di Una Finestra sull’Universo, Manuel Floris ha intervistato l’astrofisica Patrizia Caraveo, dirigente di ricerca all’INAF e docente all’Università di Pavia.

Henrietta Swan Leavitt (foto wikipedia)

Le donne calcolatrici: studio e lavoro sottopagato

Alla fine del XIX secolo, le donne erano escluse dall’insegnamento universitario e spesso non potevano nemmeno accedere agli atenei, riservati agli uomini. Per offrire loro un’opportunità di istruzione, nacquero college femminili. In ambito astronomico, però, il loro ruolo era limitato: nei grandi osservatori venivano impiegate per svolgere calcoli, non per effettuare osservazioni.

Le signore interessate all’astronomia avevano una sola possibilità: essere impiegate come calcolatrici all’Osservatorio di Harvard,” spiega Caraveo. Il direttore Edward Pickering intuì che le donne, pagate meno degli uomini, erano precise ed efficienti. Per questo, nel corso dei suoi 40 anni di direzione, impiegò decine di astronome come “calcolatori umani“.

Patrizia Cavareo, astrofisica (foto concessa)

Henrietta Swan Leavitt e la scoperta delle variabili cefeidi

Tra queste figure c’era Henrietta Swan Leavitt, assunta nel 1893. Nonostante la sua sordità la isolasse, la sua dedizione le permise di fare una scoperta rivoluzionaria: il legame tra la luminosità delle stelle variabili cefeidi e la loro distanza.

Leavitt aveva un compito pesantissimo: analizzare le lastre fotografiche delle Nubi di Magellano, spedite dall’Osservatorio di Harvard in Perù. Grazie alla sua intuizione, si è aperta la strada alla misurazione delle distanze cosmiche,” racconta Caraveo.

Un riconoscimento tardivo per le donne astronome

Leavitt non ricevette mai un premio per la sua scoperta, e il suo lavoro venne utilizzato da Edwin Hubble per dimostrare l’espansione dell’Universo. Questa è solo una delle tante storie di donne straordinarie rimaste nell’ombra. Grazie a studiose come Patrizia Caraveo, oggi possiamo riscoprire il loro ruolo e rendere giustizia alle astronome che, con il loro lavoro, hanno cambiato la nostra visione dell’Universo.

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