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Ep. 100 – Hai un minuto Gigi Lele Casini
Gigi Riva avrebbe compiuto 82 anni il 7 novembre, una data che continua a rappresentare un momento speciale per la Sardegna, per il Cagliari e per tutti coloro che hanno conosciuto e amato Rombo di Tuono. In occasione del suo compleanno, ex compagni di squadra, allenatori, giornalisti, tifosi e familiari hanno voluto dedicargli un pensiero, ricordando non soltanto il grande campione, ma soprattutto l’uomo. Una raccolta di messaggi che restituisce il ritratto di una figura rimasta profondamente presente nella memoria collettiva, anche dopo la sua scomparsa.
Tra i messaggi più significativi c’è quello di Sandro Camba, che ricorda Riva come un fratello maggiore, oltre che come un campione straordinario. Un’amicizia durata cinquant’anni, fatta di stima, correttezza e consigli preziosi. Camba riconosce in Rombo di Tuono una figura fondamentale anche nella conquista dello storico scudetto del Cagliari, sottolineando quanto la sua presenza abbia inciso sul gruppo. La sua assenza, racconta, ha lasciato un vuoto profondo tra gli amici e tra coloro che hanno avuto il privilegio di frequentarlo.
Anche Gigi Piras ha voluto rivolgere al campione un augurio speciale, ricordando quanto sia ancora forte il legame con lui e con la storia rossoblù. Un pensiero che attraversa le generazioni e unisce il Cagliari di ieri a quello di oggi.
Particolarmente intenso il messaggio di Fabio Pisacane, attuale allenatore del Cagliari, che immagina di poter chiedere a Riva come trasmettere ai giovani il valore dell’appartenenza. Il tecnico richiama la scelta del campione di restare in Sardegna quando avrebbe potuto ottenere grandi opportunità altrove, facendo di quella decisione una lezione ancora attuale. La maglia rossoblù, sottolinea Pisacane, non è soltanto un simbolo da indossare, ma una responsabilità da meritare ogni giorno. Il messaggio di Riva continua così a parlare anche alla squadra di oggi: diventare grandi attraverso i successi è importante, ma diventare immortali significa restare fedeli ai propri valori.
Il ricordo di Rombo di Tuono arriva anche dal mondo dell’informazione. Emanuele Dessì gli dedica un messaggio affettuoso, immaginando se continui a seguire da lassù le partite del Cagliari e scherzando sulle emozioni che ancora oggi accompagnano ogni gara della squadra. Simona De Francisci, invece, immagina un incontro a Como per prendere un caffè e assistere insieme alla partita tra Como e Cagliari, trasformando gli auguri in un invito simbolico a ritrovarsi.
Tra le testimonianze c’è anche quella dello scrittore Nicola Muscas, che riflette sul valore delle storie e sulla necessità di continuare a raccontare Gigi Riva. La sua figura, secondo Muscas, ha tutti gli elementi di un grande romanzo: il viaggio dell’eroe, la sofferenza, i lutti, il riscatto, la fedeltà, la fragilità e la vittoria. Una storia che non può essere dimenticata perché custodisce valori che appartengono a tutti e che meritano di essere tramandati.
Profonda anche la testimonianza di Rolando Sordo, grande ammiratore del campione, che ricorda come Riva abbia lasciato un segno non soltanto nella propria generazione, ma anche tra i più giovani, molti dei quali non hanno avuto la possibilità di vederlo giocare. L’affetto dimostrato durante il suo ultimo saluto e quello che continua ad arrivare da tutta la Sardegna testimoniano la dimensione di una leggenda che non appartiene soltanto al passato.
Il momento più intimo è affidato al ricordo del figlio di Gigi Riva, che ripercorre il significato del compleanno in famiglia. Una giornata tradizionalmente dedicata alla riunione dei suoi cari, che il campione viveva con affetto, pur senza amare particolarmente le celebrazioni, soprattutto negli ultimi anni. Le telefonate degli ex compagni, degli amici e delle persone incontrate durante la carriera erano però numerosissime, tanto da rendere quella giornata un appuntamento speciale.
A distanza di due anni e mezzo dalla scomparsa, il figlio racconta di continuare a trovare il padre ovunque: nei social, nei ricordi delle partite, negli anniversari dei gol e soprattutto nell’affetto delle persone. Un sentimento che non si è mai interrotto e che ha potuto toccare con mano visitando numerosi paesi della Sardegna, dove il nome di Riva continua a essere accolto con riconoscenza e commozione.
Nel suo messaggio trova spazio anche il riferimento al volume che Treccani dedica a Gigi Riva nella collana “Miti italiani”, presentato al Teatro Lirico di Cagliari il 7 novembre. Un riconoscimento importante per un uomo partito da Leggiuno, segnato da un’infanzia difficile e diventato uno dei protagonisti più amati della storia del calcio italiano. Il pensiero del figlio torna infine alla nonna, la madre di Gigi, che avrebbe potuto vedere il percorso compiuto da quel ragazzo che sognava di diventare calciatore. Un percorso che, prima ancora del campione, ha consegnato alla storia un uomo capace di lasciare un segno profondo nella vita di chi lo ha incontrato.
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