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Mountain bike, la Sardegna punta ai ritiri invernali Andrea Sechi, Roberta Carta Speaker
La Sardegna potrebbe diventare una destinazione privilegiata per i ritiri invernali di mountain bike e ciclismo, attirando atleti professionisti, squadre e appassionati provenienti da tutta Italia. È questa l’idea di Roberta Carta, cronista sportiva sarda residente in Lombardia, che da tempo lavora alla promozione di un progetto per valorizzare le potenzialità dell’isola attraverso il turismo sportivo. L’obiettivo è sfruttare il clima mite dei mesi invernali, la qualità delle strade e la ricchezza dei percorsi naturalistici per offrire un’alternativa alle tradizionali località montane scelte dai ciclisti durante la stagione estiva. «La mia idea è quella di trasformare la Sardegna, soprattutto le coste ma anche le zone interne, in una destinazione per il ciclismo durante l’inverno», spiega Roberta Carta nel corso dell’intervista.

Il punto di partenza del progetto è il modello di Livigno, località che durante l’estate accoglie numerose squadre professionistiche e amatoriali impegnate nei ritiri e nella preparazione atletica. Una scelta dettata soprattutto dalle condizioni climatiche favorevoli, che permettono agli atleti di allenarsi in quota evitando le temperature più elevate delle altre località.
La Sardegna potrebbe proporre un modello complementare, puntando invece sui mesi di dicembre, gennaio e febbraio. Durante l’inverno, infatti, l’isola beneficia di temperature generalmente più miti rispetto a molte altre destinazioni italiane, offrendo condizioni interessanti per chi desidera continuare ad allenarsi all’aperto.
«Livigno nel periodo estivo si riempie di squadre, sia amatoriali sia professionistiche. La Sardegna, invece, offre a dicembre, gennaio e febbraio un clima molto mite, ideale per i ciclisti che potrebbero trascorrere qui i loro ritiri e allenarsi», sottolinea Carta.
Tra i principali punti di forza dell’isola ci sono la rete stradale, i paesaggi e la varietà dei percorsi disponibili. Per il ciclismo su strada, la Sardegna può contare su numerose arterie panoramiche, spesso caratterizzate da un traffico contenuto durante la stagione invernale. Per gli appassionati di mountain bike, invece, rappresentano un patrimonio prezioso i sentieri che attraversano le aree interne, le montagne e i territori costieri.
La possibilità di praticare diverse discipline ciclistiche nello stesso territorio potrebbe rendere la Sardegna particolarmente interessante anche per i gruppi sportivi che viaggiano con familiari e accompagnatori. Un’offerta che non si limiterebbe quindi alla preparazione atletica, ma potrebbe coinvolgere l’intero comparto turistico e ricettivo.
«La Sardegna offre strade molto ben tenute e quasi deserte di traffico. Per chi pratica mountain bike ci sono inoltre sentieri bellissimi, che sappiamo bene quanto l’isola sia in grado di offrire», afferma la cronista sportiva.
Uno degli aspetti più interessanti della proposta riguarda la possibilità di coinvolgere non soltanto gli atleti professionisti, ma anche i semplici appassionati. L’idea è quella di creare opportunità di incontro e allenamento attraverso iniziative simili a camp sportivi, nelle quali la presenza di ciclisti professionisti possa rappresentare un elemento di richiamo e motivazione per gli amatori.
Roberta Carta potrebbe contribuire direttamente alla promozione del progetto grazie alla propria attività professionale. La sua esperienza di cronista sportiva nazionale le consente infatti di entrare in contatto con numerosi atleti e realtà del ciclismo in diverse regioni italiane.
Un altro elemento centrale della proposta riguarda la sostenibilità economica. A differenza di una manifestazione sportiva tradizionale, un progetto dedicato ai ritiri ciclistici non richiederebbe necessariamente l’organizzazione di gare, l’allestimento di strutture temporanee o il pagamento di servizi tecnici e logistici particolarmente onerosi.
La strategia immaginata da Carta punterebbe soprattutto sulla promozione pubblicitaria e sulle collaborazioni con operatori turistici e compagnie di navigazione. In particolare, potrebbero essere sviluppate convenzioni per agevolare il trasporto di biciclette, atleti e accompagnatori verso l’isola, attraverso pacchetti dedicati e condizioni economiche vantaggiose.
«È un progetto che non ha necessariamente bisogno di contributi regionali. Si può attuare attraverso la pubblicità e una convenzione, magari con una compagnia marittima, per creare pacchetti agevolati», spiega l’intervistata.
L’Ogliastra, del resto, rappresenta già un territorio conosciuto per le attività outdoor e per le esperienze legate alla natura. Un esempio è il Selvaggio blu, uno dei percorsi escursionistici più celebri e suggestivi della Sardegna, che richiama appassionati anche durante i mesi più freschi dell’anno.
Un modello che dimostra come la destagionalizzazione turistica attraverso lo sport e le attività all’aria aperta possa rappresentare un’opportunità concreta per il territorio. L’obiettivo del progetto di Roberta Carta sarebbe proprio quello di applicare una logica simile al mondo del ciclismo, creando nuove occasioni di soggiorno nei mesi tradizionalmente meno frequentati dai turisti.
«Il Selvaggio blu si pratica prevalentemente d’inverno. È un progetto che è già partito e che sta andando alla grande», osserva la cronista, indicando nell’esperienza ogliastrina un esempio positivo di valorizzazione turistica fuori dalla stagione estiva.
La proposta di Roberta Carta mette al centro una risorsa che la Sardegna potrebbe valorizzare ulteriormente: la possibilità di praticare ciclismo e mountain bike anche durante l’inverno, quando molte altre destinazioni italiane presentano condizioni climatiche meno favorevoli.
Ritiri professionistici, camp per amatori, accordi con le compagnie marittime e promozione dei percorsi naturalistici sono gli elementi di una visione che punta a coniugare sport, turismo e sviluppo territoriale.
Un progetto ancora da strutturare, ma che individua nel patrimonio ambientale e climatico dell’isola un potenziale importante. La sfida sarà trasformare questa intuizione in una proposta organizzata, capace di coinvolgere operatori turistici, strutture ricettive e realtà sportive.
Come ribadisce Roberta Carta, la Sardegna ha le caratteristiche per diventare una destinazione ciclistica anche nei mesi più freddi: «Credo che tutte le zone della Sardegna, sia quelle interne sia le coste, siano adatte a questo sport».
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Intervista a cura di Andrea Sechi
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