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Ep. 12 – Il pozzo nuragico di Santa Cristina e la Luna Manuel Floris, Ilaria Montis e Paolo Littarru
In Sardegna, esiste un antico monumento che sembra avere un legame speciale con la Luna: il Pozzo Nuragico di Santa Cristina, situato a Paulilatino. Questo sito sacro, costruito dalla civiltà nuragica, è al centro di studi di archeoastronomia. Per approfondire il tema, ospiti Ilaria Montis, archeologa, guida turistica e fondatrice di Sardegna Sacra, e Paolo Littarru, ingegnere e studioso di archeoastronomia, autore del libro Il contadino che indicava la luna. Il prossimo 29 marzo, un evento astronomico affascinante sarà visibile nei cieli della Sardegna: un’eclissi parziale di Sole. Dalle ore 11:30 circa, la Luna transiterà davanti al Sole, oscurandone circa il 4%. Il fenomeno raggiungerà il suo massimo intorno alle 11:50 e durerà complessivamente un’ora. Le eclissi hanno sempre suscitato stupore e timore nelle civiltà antiche. In Cina, si pensava che un drago celeste ingoiasse il Sole per poi risputarlo, un’interpretazione che risale a oltre 3.000 anni fa. Con il tempo, l’uomo ha imparato a comprendere la vera natura delle eclissi e a prevederle con precisione, grazie allo studio dei movimenti lunari.

Nel 1973, i ricercatori Carlo Maxia, Lello Fadda ed Edoardo Proverbio scoprirono un fenomeno straordinario: quando la Luna raggiunge la sua massima altezza, la sua luce penetra nel pozzo nuragico e illumina il pelo dell’acqua. Questo evento non si verifica ogni mese, né ogni anno, ma si ripete con un ciclo di circa 18 anni. Nel 2025, questo fenomeno è stato nuovamente osservato. Il pozzo è stato scavato e ristrutturato in epoche recenti, ma le sue origini risalgono all’età nuragica. Fa parte di una rete di pozzi sacri presenti in Sardegna, utilizzati probabilmente per scopi rituali e astronomici.

Ogni 18 anni circa, la luce lunare illumina il pozzo in modo spettacolare. Secondo l’archeoastronomo Arnold Lebeuf, la disposizione delle pareti del pozzo, intervallate da gradini, potrebbe rappresentare una scala graduata. Questo suggerisce che il pozzo fosse usato per prevedere i lunistizi, eventi legati all’inclinazione dell’orbita lunare rispetto alla Terra.

Sebbene il pozzo sia in grado di indicare i lunistizi, non si può affermare con certezza che fosse usato per prevedere eclissi solari o lunari. Tuttavia, il suo allineamento astronomico rimane un enigma affascinante. Molti archeologi ipotizzano che il Pozzo di Santa Cristina fosse originariamente coperto e che la sua attuale configurazione sia frutto di modifiche successive. Questa teoria è ancora oggetto di dibattito tra gli esperti. Se nel gennaio 2025 il lunistizio maggiore con Luna Piena è stato visibile, ci saranno altre occasioni durante l’anno per osservare nuovamente questo affascinante fenomeno. Il legame tra il Pozzo di Santa Cristina e la Luna continua a suscitare curiosità, invitando studiosi e appassionati a esplorare i misteri dell’archeoastronomia sarda.
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