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Ep. 12 – Inflazione e salari in Sardegna: le soluzioni proposte dalla CISL

today26 Marzo 2025 117

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Inflazione e salari: quali soluzioni per i lavoratori in Sardegna?

Alessandra Carta – Giornalista de L’Unione Sarda – ha intervistato Pier Luigi Ledda, segretario della CISL Sardegna per discutere le problematiche economiche e lavorative dell’isola e le possibili soluzioni. Inflazione e salari in Sardegna al centro della puntata. In particolare, l’inflazione sta erodendo il potere d’acquisto dei lavoratori sardi e il rinnovo dei contratti rappresenta una parte fondamentale della soluzione, ma da solo non basta.

Pier Luigi Ledda – Segretario CISL

Inflazione e salari in Sardegna: il rinnovo dei contratti è sufficiente?

La CISL ritiene che sia necessario un patto più ampio per il lavoro e lo sviluppo, che metta al centro la dignità dei lavoratori, la contrattazione collettiva e la coesione sociale. In Sardegna, l’inflazione ha aggravato una situazione già segnata da precarietà e disoccupazione, rendendo ancora più urgente un intervento deciso per tutelare il reddito delle famiglie. Il rinnovo dei contratti è dunque essenziale, ma occorre anche un piano di investimenti per la creazione di posti di lavoro stabili, misure fiscali e sociali mirate e politiche industriali e infrastrutturali orientate alla crescita sostenibile dell’isola.

Rinnovo contratti: è possibile con i continui tagli dello Stato?

Nonostante le difficoltà economiche e i tagli, la CISL ribadisce che il rinnovo dei contratti è un diritto e non un costo da ridurre. La logica dell’austerità non può essere una giustificazione per comprimere i salari e bloccare la contrattazione. Per questo motivo, il sindacato chiede che vengano stanziate risorse adeguate per i rinnovi, in particolare nel settore pubblico, e che si faccia un uso più efficace dei fondi europei. Inoltre, è indispensabile una riforma fiscale che alleggerisca il peso su lavoratori e pensionati, garantendo maggiore equità nella redistribuzione delle risorse. Per la CISL, il rinnovo dei contratti non è una concessione, ma uno strumento essenziale per garantire stabilità e crescita, in un quadro economico che rispetti il valore del lavoro.

Governo Meloni: luci e ombre secondo la CISL

La CISL valuta l’operato del governo sulla base delle scelte concrete e dei risultati ottenuti. Alcuni interventi sono stati positivi, come il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori, l’innalzamento della no-tax area per i pensionati e gli sgravi contributivi per l’occupazione stabile di giovani e donne. Tuttavia, permangono diverse criticità che destano preoccupazione, come la mancanza di risorse adeguate per il rinnovo dei contratti, l’assenza di una strategia chiara sugli investimenti e i tagli che rischiano di compromettere la qualità dei servizi pubblici.

Secondo la CISL, il dialogo con le parti sociali deve essere rafforzato per costruire una strategia a lungo termine su fisco, welfare e occupazione. Solo attraverso un confronto serio e strutturato si potranno ottenere risultati concreti per i cittadini.

Occupazione in Sardegna: il problema dei Neet e degli over 50

Il mercato del lavoro sardo presenta due emergenze principali. Da un lato, il fenomeno dei Neet, ovvero i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano, continua a essere allarmante. La CISL sottolinea la necessità di un piano straordinario per questa fascia della popolazione, che preveda percorsi formativi adeguati, incentivi alle assunzioni stabili e un rilancio concreto dei centri per l’impiego.

Dall’altro lato, anche la disoccupazione over 50 rappresenta un problema crescente. Troppi lavoratori senior vengono esclusi dal mercato del lavoro e faticano a trovare una nuova occupazione. La CISL chiede politiche attive che favoriscano il reinserimento, incentivi alle imprese per assumere personale con esperienza e percorsi di aggiornamento professionale che consentano agli over 50 di rimanere competitivi.

Sanità in Sardegna: un’emergenza da risolvere

La situazione della sanità in Sardegna è drammatica. Le liste d’attesa sono lunghissime, con tempi che possono arrivare fino a 541 giorni per una risonanza magnetica, mentre il sistema sanitario deve far fronte a un’ondata di pensionamenti che ha visto l’uscita di 3.550 tra medici e infermieri.

La CISL denuncia la necessità di uno sblocco immediato delle assunzioni, di investimenti nelle strutture sanitarie e di un rafforzamento della medicina territoriale. Il diritto alla salute deve essere garantito con atti concreti e risorse adeguate, evitando che i cittadini sardi debbano subire disagi inaccettabili per accedere alle cure.

 

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