Euclid, il telescopio spaziale lanciato il 1 luglio 2023, sta rivoluzionando il nostro modo di osservare l’universo. Con il suo obiettivo di mappare la struttura e l’espansione dell’universo, Euclid si propone di studiare l’universo oscuro e la materia oscura, elementi fondamentali ma ancora misteriosi che costituiscono la maggior parte della materia dell’universo. Ospite ai microfoni di Radiolina Andrea Zacchechi, dirigente di ricerca presso l’Inaf osservatorio astronomico di Trieste e membro del team di ricerca di Euclid.

Una mappa 3D dell’Universo
Il telescopio Euclid è stato pensato come la fusione di due idee: una italiana e una francese. Dopo anni di progettazione, il 2008 ha visto il primo disegno del telescopio, e dal 2023 è in orbita. Il suo obiettivo principale è creare una mappa tridimensionale dell’universo, osservando le galassie, la loro luminosità, velocità e posizione.

Tecnologia avanzata
Euclid è dotato di uno specchio di 1,2 metri e due strumenti principali: uno ottico per osservare la luce visibile e uno infrarosso, che esplora le lunghezze d’onda più lunghe. Uno degli aspetti più innovativi del telescopio è la sua capacità di osservare in modalità spettroscopica, simile a un arcobaleno. Questo strumento misura il movimento delle galassie e degli oggetti celesti, raccogliendo dati cruciali sulla velocità di allontanamento o avvicinamento degli stessi. Le immagini che Euclid cattura sono estremamente precise e coprono una superficie di cielo molto più ampia rispetto a telescopi precedenti, come Hubble.
Posizione e stabilità
Euclid è posizionato in un punto gravitazionale stabile chiamato “Lagrangiano Secondo”, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, tra la Terra e il Sole. Questa posizione, priva di interferenze atmosferiche o solari, permette al telescopio di raccogliere dati con la massima precisione. Grazie a questa posizione, Euclid può osservare porzioni di cielo molto più ampie in un singolo scatto, riducendo significativamente il tempo necessario per raccogliere dati cruciali.
Le tecnologie della precisione
Come ogni missione spaziale, Euclid ha affrontato diverse sfide tecniche. Una delle principali difficoltà è stata mantenere la stabilità della guida del telescopio, fondamentale per ottenere immagini chiare e precise. L’impatto dei raggi cosmici ha causato dei piccoli spostamenti, ma grazie a modifiche software, il problema è stato risolto. Inoltre, Euclid ha dovuto affrontare la formazione di ghiaccio, causata dalla presenza di vapore acqueo nei materiali del telescopio. Questo problema è stato risolto riscaldando gli specchi e facendo sublimare il ghiaccio.
I primi risultati di Euclid
Nonostante i primi mesi di attività, Euclid ha già prodotto risultati straordinari. Il telescopio ha rilevato oltre 26 milioni di galassie, contribuendo già alla pubblicazione di circa 35 articoli scientifici. Le osservazioni hanno incluso anche lenti gravitazionali, fenomeno che si verifica quando la materia oscura deforma lo spazio-tempo, permettendo di osservare oggetti distanti con maggiore precisione.
Un progetto globale
Il successo di Euclid è il frutto di una collaborazione internazionale che coinvolge 2.000 scienziati di 21 paesi e 30 istituti di ricerca. L’Italia, in particolare, ha svolto un ruolo cruciale nella progettazione e nello sviluppo del software che permette al telescopio di raccogliere e analizzare i dati. Euclid rimarrà attivo per circa sei anni, con la possibilità di estendere la missione in base ai risultati ottenuti.
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